giovedì 18 gennaio 2018

La prevenzione sul lavoro è un cosa seria

Come previsto, nella giornata di oggi sono comparsi articoli e servizi radiotelevisivi che, in relazione alla tragedia di Milano, descrivevano le gravi carenze dell' (ex) Ispettorato del Lavoro, dell'INPS e dell'INAIL, carenze che costituiscono un limite per le ispezioni per la sicurezza sul lavoro.
Sono disgustato perché Ispettorato del Lavoro, INPS e INAIL non hanno funzioni di vigilanza per l'applicazione della normativa per la sicurezza e la salute sul lavoro. Non hanno competenze perché la Riforma Sanitaria del 23 dicembre 1978 ha trasferito queste funzioni al SSN, con decorrenza 30 giugno 1981
Sono disgustato perché questa squallida manfrina si ripete da decenni e sovente pare che la politica, i politici, non conoscano neppure il quadro normativo.

E sono disgustato perché le affermazioni relative alle cause di questi infortuni lavorativi testimoniano un ignoranza ed un disinteresse preoccupanti e non accettabili. Ma su questo torniamo dopo.
La prevenzione dei rischi lavorativi richiede una analisi delle cause delle esposizioni a rischio e delle cause degli infortuni, e l'adozione delle soluzioni dipende (anche) da queste analisi.
Intendiamoci, le soluzioni esistono. Ma il problema che la prevenzione, deve risolvere è la mancata applicazione di queste soluzioni.
La vigilanza (con le relative sanzioni) è in grado di risolvere una parte del problema. In particolare per le misure tecniche di prevenzione.
Ma oggi sono particolarmente rilevanti le misure organizzative e procedurali. Ma l'intervento ispettivo dell'Ente pubblico (ASL) tendenzialmente non è in grado di incidere sui questi aspetti. O meglio, è in grado di incidere a posteriori, dopo che è avvenuto un evento nocivo.
Non serve trasferire le competenze ad Enti non attrezzati ad affrontare la complessità della prevenzione per la sicurezza e la salute sul lavoro. 
E' piuttosto necessario che lo Stato e le Regioni creino nuovamente condizioni che consentano alle ASL (agli SPreSAL) di sviluppare attività di prevenzione razionali, basate più su programmi che su attività estemporanee.
A tal fine servono alcune semplici cose:
Prevedere che le Regioni abbiano funzioni vicarianti nei confronti delle ASL, per coprire i buchi di organico. Le funzioni di prevenzione devono essere garantite su tutto il territorio nazionale...
Prevedere che nel caso una Regione non svolga tali funzioni vicarianti, intervenga direttamente lo Stato.
Finanziare una formazione in linea con le esigenze delle attività degli SPreSAL. Lo si è già previsto con il DPCM del dicembre 2007, ma poco è successo.
Chiarire i rapporti tra Organi di Vigilanza e Magistratura. La conduzione di indagini su infortuni gravi e malattie professionali al fine di accertare responsabilità penali è importante. Ma è invalsa l'abitudine di scaricare routinariamente sugli SPreSAL indagini destinate a non dare risultati, per esigenze che nulla hanno a che vedere con la prevenzione.
Con il risultato di impedire le attività per cui gli SPreSAL sono stati istituiti e previste dal Piano Nazionale di Prevenzione.  
Ora, siamo in campagna elettorale, e mi attenderei che i partiti dedicassero un po' di attenzione alla sicurezza sul lavoro, esplicitando proposte concrete.
Carlo 


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