mercoledì 7 dicembre 2016

L'avventurista

Ci ha raccontato che si doveva cambiare la Costituzione  "per modernizzare l'Italia", "Per poter fare le leggi più in fretta".
Ci ha spiegato che abrogava il Senato. Anzi, che non lo abrogava, ma che sarebbe stato composto da soli 100 senatori, eletti dai consigli regionali tra i consiglieri ed i sindaci.
Ci ha raccontato che "la riforma serviva a ridurre i costi della politica", che "Chi era contro voleva solo conservare la poltrona".
Poi, comprendendo che alcune cose "non andavano giù" agli italiani ci ha raccontato che "Ovviamente i senatori sarebbero stati eletti dai cittadini! Lui c'aveva già il fac-simile della scheda elettorale".

Ha provato a raccontarci che "tutte le cose brutte della riforma non erano vere. Erano bugie dell'antipolitica. Ed erano anche bugie della casta!" 
E ci ha raccontato (e fatto raccontare) che se vinceva il no sarebbe stata una catastrofe: aumento dello spread, fallimento di 8 banche, ed altre cose non ben definite, ma dipinte a tinte molto fosche.
Adesso, dopo avere preso uno schiaffone come se ne sono visti pochi nella storia italiana, dice "provino loro a governare" (anche se sotto sotto vorrebbe andare alle elezioni come presidente del consiglio dimissionario, perché, come avete sperimentato, così, prima delle elezioni,  si tengono sotto controllo molte cose importanti).
In realtà, non c'è stato nessun referendum su di lui
Ed il referendum costituzionale aveva come opzione solo la vittoria del Si o la sconfitta del Sì. Il No raccoglie ovviamente i dissensi che derivano dalle motivazioni più varie. Il non non è una proposta politica, è il rifiuto della riforma.
Se il presidente del consiglio - l'ex presidente del consiglio - ha impostato tutta la partita con toni apocalittici, la colpa è solo sua.
E non mi riferisco agli esiti del referendum. Mi riferisco alle possibili difficoltà che deriveranno  dall'avere un governo a termine, con poca legittimazione e scarse possibilità operative. Ma Renzi dimostra di non essere capace ad assumersi le sue vere responsabilità. Riesce a dichiarare che che "si assume le responsabilità politiche della sconfitta" ma non sente responsabilità per le conseguenze delle sue azioni.
Quello che capiterà (per quanto capiterà) è solo colpa di Renzi e dei renziani. O se preferite, del PD.
Ma Renzi ed i renziani (questa volta non direi il PD, perché sarebbe ingiusto verso i molti che si sono opposti) hanno un'altra colpa,anche più grave.
Ha / hanno provato ad imporre una riforma costituzionale scritta dal Governo e fatta approvare da un Parlamento eletto con il maggioritario.
Ha sdoganato un metodo vergognoso. In futuro un Salvini o una Meloni potranno provare ad percorre le medesima strada che è stata aperta da un "partito di sinistra" (... è una questione di punti di vista).
E' c'è almeno un'altra conseguenza grave. L'avvelenamento dei rapporti tra chi è / era/ è stato di sinistra. Ma questo è un altro post
Insomma, Renzi ha dimostrato di essere un avventurista.
Carlo

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