martedì 6 settembre 2016

State calmi, state calmi che non è successo niente!



Quando si deve affrontare il tema dei rischi per la salute e/o per l'ambiente da moltissimi anni si assiste ad un copione pressoché sempre uguale.
Da un lato ci sono cittadini che si lamentano (sempre meno) o sbraitano (sempre più) per rischi "ambientali" e dall'altro lato ci sono pubbliche amministrazioni che negano o minimizzano questi rischi.
O, se preferite:
Da un lato ci sono pubbliche amministrazioni che negano o minimizzano rischi "ambientali" e dall'altro lato ci sono cittadini che si lamentano (sempre meno) o sbraitano (sempre più) per questi rischi.
La questione ha radici lontane e l'esito del referendum del 1993 (Trasferimento delle competenze ambientali dalla Sanità all'Ambiente) ha sicuramente peggiorato la situazione. Non che prima le cose andassero bene, ma è stata la tappa definitiva con cui la politica ha messo le mani sulla gestione dei rischi ambientali. 
La politica, di vario colore (sarò qualunquista? No ci ho pensato bene. Ci sono differenze, ma purtroppo modeste e talvolta sorprendenti...) non ha mai ipotizzato di poter risolvere i problemi. Al massimo ci ha intravisto il business.
Invece gran parte dei problemi si possono risolvere, solo che occorre tempo e si toccano interessi.
Nei giorni scorsi c'è stato un episodio che mi ha lasciato di stucco.
Dopo l’incendio della Teknoservice di Piossasco su La Stampa è comparso un articolo che definisce "Scenografica e maleodorante, ma «non pericolosa»" la nube che quasi tutti hanno visto. E molti sentito.
In particolare viene riportato che "non sono state rilevate concentrazioni pericolose di sostanze inquinanti"
Conosco gli attori (quelli che "vanno sul campo") della vicenda e li considero persone serie. Anzi, sono persone serie. 
E allora, come è possibile che si facciano dichiarazioni simili?
Mi spiego. Ma l'ARPA non è quell'Agenzia che decanta i pregi degli inceneritori spiegando che il vero pericolo sono i rifiuti che bruciano in modo incontrollato?
Quando bruciano sostanze organiche in presenza di cloro (il cloro, c'è nel sale da cucina, è presente in tutte le cellule, quindi è presente nei prodotti vegetali e nei prodotti animali) si formano sostanze organoclorurate, tra cui i PoliCloro Bifenili (PCB) e le diossine.
Quindi in un incendio di questo tipo è più che ragionevole prevedere  che si diffondano diossine e PCB.
Ma l'ARPA le ha misurate? Direi proprio di no. I campioni estemporanei non si prestano a queste analisi ed i tempi di risposta sono lunghi. 
Spero di essere smentito dai fatti, ma temo che non sarà così. 
L'ARPA non ha detto il falso. Ha semplicemente omesso di spiegare il significato dei rilievi effettuati.
Se vi ricordate, quando c'era ancora il Comitato Locale di Controllo 1.0 la presidente si teneva stretta l'interpretazione dei risultati delle indagini. Ad ogni commento rispondeva "interpretazione magari autorevole, ma le valutazioni devono essere fatte dagli organismi preposti"
Insomma la gestione dei rischi per l'ambiente, nella "versione PD" consiste nella gestione dei risultati delle indagini ambientali. Berlusconi, da parte sua, era ancora più ambizioso: voleva cancellare l'ISTAT.

Da tempo penso che la comunicazione dei rischi per l'ambiente e per la salute sia un tema che contiene grossi problemi di democrazia. Una corretta comunicazione è possibile, ma in molti casi richiede una semplificazione dei messaggi e dei contenuti.

La politica, come i cittadini, dovrebbe fruire dei risultati. Ma la comunicazione dei rischi non può essere lasciata in mano ai "tecnici" di Agenzie  sottoposte ad un forte controllo da parte della politica.
Ma c'è almeno un altro problema a  monte ed è la cultura dei tecnici.
Spesso intervengono con spocchia e superiorità, con il gusto di stupire e smentire le preccupazioni dei cittadini (a Grugliasco chi si ricorda del "meraviglioso" intervento di un"""tecnico""" - circa 20 anni fa - che parlando dell'esposizione a radiazioni elettromagnetiche in prossimità della linea ad alta tensione, negava tutto, comprese le conoscenze scientifiche a monte della sua indagine. E quando con stupore si trovò ad affrontare una folla inferocita, quasi negava l'esistenza dell'elettrodotto....   
C'è una semplice regola, che è quella di non negare i rischi esistenti, ma di spiegarli e di spiegare cosa si farà per ridurli. Ma questa, si chiama Politica.  
Carlo

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