lunedì 16 maggio 2016

Referendum



In una situazione allegramente (e ansiosamente?) caotica è in corso la raccolta firme per una tornata di referendum. Mi soffermo su "solo" alcuni, ma è importante ricordarsi che ci sono anche i referendum sul lavoro  ("jobs act") e sulla buona (?) scuola....

Referendum sulla costituzione
Qualcuno dirà "Ma si fa già! O no?". 
E' vero il referendum si farà comunque ad ottobre.
C'è stata la gara tra parlamentari di maggioranza e di opposizione per essere i primi a presentare la richiesta. 
Ma illustri costituzionalisti ritengono che sia bene che il referendum sia richiesto anche "dal  basso". La Costituzione non è ci gentilmente concessa. E a fronte della più importante manipolazione della Costituzione mai avvenuta, il Comitato per il No ha deciso di raccogliere le firme per arrivare al referendum. 
Il referendum costituzionale è uno strumento importante, che si può usare quando il Parlamento non arriva all’approvazione delle modifiche con i 2/3 dei votanti. E non bisogna dimenticare che in questo caso la risicata maggioranza parlamentare, che ha approvato la più vasta revisione della Costituzione che ci sia mai stata, è una "maggioranza" solo per una legge elettorale che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima.




I due referendum sulla legge elettorale ("Italicum")

Sono  promossi due referendumsulla legge elettorale

Il primo per cancellare:

-  i capilista bloccati e le loro candidature plurime (fino a 10 collegi)

-  il monopolio delle segreterie di partito nella designazione dall'alto della maggioranza dei deputati-

Il secondo per eliminare:

-  il premio di maggioranza che regala il 54% dei seggi alla Camera e quindi il Governo ad un'unica lista cha rappresenta una minoranza del Paese (anche solo il 20% dei consensi dell'elettorato)


Il combinato di riforma costituzionale e legge elettorale, porta ad avere una sola Camera eletta, ed eletta con un sistema di liste bloccate decise dalle segreterie di partito. E con la maggioranza assoluta ad un partito che può rappresentare anche solo il 20% dei votanti ...  
Referendum sugli inceneritori

Il referendum intende bloccare il piano per nuovi e vecchi inceneritori:

In particolare il quesito referendario vuole cancellare:

-        la loro classificazione come infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale;

-        il potere del governo di decidere localizzazione e capacità specifica di 15 nuovi impianti e quello di commissariare le Regioni inottemperanti;

-        l’obbligatorietà di potenziamento al massimo carico termico e di riclassificazione a recupero energetico degli inceneritori esistenti;

-        la possibilità di produrre rifiuti in una Regione e incenerirli in un’altra;

-        il dimezzamento dei termini di espropriazione per pubblica utilità e la riduzione dei tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale;

Il governo Renzi ha sostanzialmente deciso di sviluppare un settore produttivo basato sull'incenerimento dei rifiuti. Questa via condurrà inevitabilmente ad un aumento della produizione di rifiuti invece che ad una diminuzione dei rifiuti tramite percorsi di riduzione della produzione dei rifiuti, di riutilizzo e di riciclaggio dei materiali. In Europa esitono inceneritori, ma sono il residuo di politiche del passato, abbandonate in gran parte del territorio.
La scelta di sviluppare l'incenerimento dei rifiuti fuori "tempo massimo" è una scela nociva per l'ambiente e per la salute. Ancor prima è una scelta irragionevole dal punto di vista energetico. ed è fatta a spese di tutti i cittadini che pagano quando comprano  gli imballaggi, pagano quando smaltiscono i rifiuti, pagano quando comprano acqua calda ed energia elettrica prodotte degli inceneritori.
Firmare significa schierarsi per la tutela di salute e ambiente; restituire ai cittadini il diritto di decidere sul territorio e alle Regioni il potere di programmazione e gestione in merito ai rifiuti; puntare sul riciclo e sull’Economia Circolare.
Referendum "Trivelle zero"

Il quesito sulle trivelle vuole cancellare i riferimenti a certe zone dell’Italia che limitano le attività petrolifere esclusivamente in quei luoghi, in modo da render applicabile il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi a tutta Italia, per i nuovi interventi in terraferma  e in mare al di fuori delle 12 miglia. Dopo il referendum del 17 aprile contro le concessioni già esistenti in mare nelle prime 12 miglia, un quesito sui progetti nella restante parte del territorio italiano.

Non riguarda le concessioni già assegnate dallo Stato, perché colpirle lo avrebbe reso inammissibile.

Firmare significa voler bloccare tutti i nuovi progetti di perforazione e estrazione, ridurre devastazioni e problemi di salute connessi ai progetti petroliferi e rispondere alle analisi di scienziati di tutto il mondo: estrazione e combustione degli idrocarburi causano sconvolgimenti climatici, con grave rischio per la vivibilità della Terra. Le attuali richieste dei petrolieri per nuove concessioni in  terraferma e in mare sono oltre 100, su vastissime aree del Paese.

Buona lettura e firmate, firmate, firmate (e fate firmare)
Carlo

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