sabato 28 maggio 2016

Comitato Locale di Controllo 2.0

Quando la Città di Torino, e 5 Comuni della cintura metropolitana (tutti, tutti, tranne che uno, del PD) si sono trovati per redigere un nuovo  regolamento per il funzionamento del Comitato di Locale di Controllo avevano sostanzalmente due possibilità:
- Aprire il Comitato che da oltre 2 anni non era più convocato per portare al suo interno anche le voci dissenzienti di associazioni, comitati e gruppi di cittadini, oppure 
-  Blindare il Comitato Locale di Controllo richiudendosi su sé stessi.

Qualche pasdaran del PD vi spiegherà che il CLdC non si è riunito per più di 2 anni perché era terminata una fase;  il Comitato Locale di Controllo era servito nella fase di realizzazione dell'inceneritore, ma con l'inceneritore in funzione occorreva cambiare il CLdC, per adeguarlo.
Se siete persone gentili, evitate di chiedere a cosa era servito il CLdC ed a che cosa occorreva adeguarlo.
Secondo voi, quale strada ha scelto il PD?
La seconda ovviamente: chiudersi in una stanza e parlarsi tra sodali.
Sedute trimestrali, a porte chiuse, a cui partecipano solo i 6 sindaci ed i loro tecnici, più ARPA e ASL, alla benevola presenza del presidente della Regionme, invitato permanente.
Per maggiore prudenza  il regolamento specifica  che hanno diritto di parola solo i membri effettivi e gli invitati permanenti. 
Ovviamente parla anche TRM  (il "soggetto controllato") per fornire  un'informazione corretta e trasparente agli amministratori locali. Insomma si conferma che l'unica strada che sanno di poter percorrere, è  chiedere all'oste se il vino è buono.
Questa riunione privata è giustificata dall'esigenza di fornire informazioni  agli amministratori locali. Come se un Sindaco o un  Assessore non potesse convocare periodicamente il gestore di un impianto  che impatta pesantemente sul territorio.
Nei mesi successivi al "30 aprile 2003", giorno in cui venne ufficializzata la scelta del PD di fare l'inceneritore al Gerbido in barba alle decisioni della Commissione "Non rifiutarti di scegliere" (da questo post trovate un link) ci fu la gara a richiedere garanzie per i cittadini.
Chi è venuto al Gerbido giurando che si sarebbe sdraiato davanti alle ruspe (suscitando un po' di apprensione in chi ostinatamente voleva credergli) è finito allegramente a posare la prima pietra dell'inceneritore.
E la garanzia che i cittadini sarebbero stati non solo interpellati, ma anche coinvolti nel controllo dell'inceneritore, si è trasformata nel Comitato Locale di Controllo.

La  scelta  di   blindare  il  Comitato   Locale   di  Controllo   dimostra   tutta  l'incertezza  degli ammnistratori  locali del PD  che  evidentemente non  si  sentono in grado di gestire le scelte che hanno fatto.
Che  abbiano la coda di paglia  è evidente quando si osserva  che la delibera del Comune di Grugliasco  per l'approvazione del nuovo regolamento del CLdC è del 2 maggio 2016, ma la viene pubblicata il 25 maggio, oltre 3 settimane dopo ...

Ora, se sarete stati gentili con il vostro (ipotetico?) interlocutore del PD, alla fine, però, fategli notare che anche questa manfrinata costa. I 50.000 euro/anno messi da TRM per il CLdC alla fin fine, sono soldi pagati da cittadini con la tariffa rifiuti.
E poi, a me resta il dubbio che  essendo TRM il soggetto che sostiene le maggiori spese (per redigere i rendiconti trimestrali), i 50.000 Euro di TRM serviranno anche per coprire le spese di TRM.
In tutto questo, dobbiamo dare atto a Luciano Lopedote, unico consigliere del centro destra a Grugliasco e presidente della "VI Commissione" (Controllo e Garanzia)di avere convocato la
"VI Commissione" per il 16 maggio prossimo mettendo all'ordine del giorno il  Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani (approvato dal Consiglio Regionale del Piemonte con deliberazione n. 140-14161 del 19 aprile 2016)  e"  Termovalorizzatore: aggiornamenti sull'attività del Comitato Locale di Controllo".
Dall'amministrazione Comunale di Grugliasco, neppure un cenno di vita.
Carlo

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