domenica 17 aprile 2016

Se Renzi è in attesa di inaugurare (ops) il tunnel del Gottardo, la cultura ecologista non sta molto meglio

A costo di essere molto, molto antipatico.
In un Paese in crisi, con una politica in crisi profonda, anche un referendum su un tema di importanza non primaria fa inaspettatamente emergere una serie di gravi questioni.
In primo luogo il referendum ha evidenziato (per chi ne avesse ancora bisogno) la concezione della politica  del partito di maggioranza relativa, ... che ha le sue radici in un partito di sinistra ed in un partito di centro.
Solo per ricordarsi le cose principali, per contrastare il referendum;
- prima non lo aggrega alle elezioni amministrative che riguardano un consistente parte d'Italia in spregio ad un uso sensato dei soldi degli italiani;
- Poi, tramite il premier e segretario invita a non votare.
E visto che l'appello di Renzi rischiava di non avere presa, il piddi ha speso pure l'ex presidente Napolitano nell'appello al non voto.
- Quindi il piddi si è speso a raccontare frottole:

+) drammatiche perdite di posti di lavoro (ma scusate la norma Renzi che il referendum vuole abrogare) è finalizzata a rallentare le estrazioni e prolungarle nel tempo.Quindi forse è vero il contrario. E' Renzi che fa perdere posti di lavoro
+) Il SI al referendum aumenta la dipendenza dall'estero per il petrolio (ma queste trivellle che normalmente sarebbero cessate tra il 2018 ed il 2032); che producano l' 1% del petrolio ed il 3% del gas che consumiamo non hanno il coraggio di dirlo.
Il PD si è anche avvalso della propaganda RAI anche il giorno delle elezioni, propaganda finalizzata a confondere gli elettori sulle conseguenze del voto.
Se aggiungiamo che l'elettore del PD, mi riferisco a quelli di provenienza PCI, da oltre 40 anni è stato abituato a mandare giù tutto (vi ricordate Altan "la merda è pronta, ora si tratta di mangiarla!") è ovvio che lo scontro sia stato impari.
C'è anche il fatto che il quesito fosse piùttosto ostico, almeno nei termini in cui era presentato (leggi la semplificazione).

Un secondo aspetto che il referendum ha fatto emergere è l'assoluto disorientamento della grande massa di persone che ha fatto propaganda per il SI. In assenza di punti di riferimento affidabili la campagna ha mirato alla difesa della bellezza del mare, dei pesci e via dicendo.
In sostanza si è detto che si votava per il mare pulito ed altre  amenità simili.  Ed il peggio è stato che parlandosi reciprocamente molti si convincevano che la "gente" non poteva avere dubbi nello scegliere tra il mare pulito ed il mare sporco.
L'aspetto centrale è stato comunicato da qualcuno (io l'ho appreso da Peter Gomez), ma non veniva colto. I più lo consideravano un fatto irrilevante.
Eppure la cosa fatta da Renzi è tanto semplice, quanto  sporca
Visto che i petrolieri hanno il desiderio di estrarre poco ogni anno, in modo da non dover pagare royalities (e non doversi accollare i costi di smantellamento delle piattaforme), occorreva risolvere un grosso  problema: le concessioni sarebbero scadute senza avere esaurito i giacimenti
E questo non andava bene ai petrolieri. Allora Renzi ha risolto il loro problema prolungando le concessioni a tempo indeterminato.

La questione del referendum era tutta qui. Gli aspetti ambientali (ed il maggior rischio di incidenti) sono una conseguenza.

Ma se noi ecologisti italiani continuiamo ad ignorare che i "problemi ambientali" sono sempre determinati da interessi economici, il più delle volte sconci, e non lo spieghiamo alle persone, lasceremo la strada aperta a personaggi come Renzi, che allegramente regalano le risorse italiane e  altrettanto allegramente sperano di inaugurare il tunnel del Gottardo
Carlo

Nessun commento:

Posta un commento