giovedì 5 giugno 2014

Presuntuosi sì, innocenti no

Mica voglio anticipare le sentenze, ma arroganza, presunzione, ingordigia e "doppia morale", sembrano proprio andare a braccetto
L'altra settimana, mia nipote è stata letteralmente beccata con le mani nella marmellata. Poteva provare a sostenere che fino a sentenza definitiva vale la "presunzione di innocenza", ma essendo in Germania, non ci ha neppure provato.
Ieri i soliti pappagalli hanno provato a tirare fuori la "presunzione d'innocenza" ed altre amenità simili, ma la stonatura era così forte che solo i più ottusi hanno continuato.
E così, da oggi, molti pappagalli sono impegnati a spiegare che "Un conto è la corruzione ed un conto sono le "Grandi Opere". Se c'è la corruzione, bisogna condannare i corrotti, ma la "Grande Opera" no! Senza "Grandi Opere", dove andrà a finire il nostro Paese, già sulla strada del declino!?!"
Intendiamoci, se non ci fermiamo un attimo per riflettere su "progresso", "sviluppo", "bisogni", "grande", "grosso", e qualche altro termine correlato, possiamo mandare giù questa affermazione e digerirla senza troppa fatica (al massimo con un ruttino).



Ma due rflessioni dovremmo proprio farle.... Tutti.
  • Sotto il profilo dei costi, le "Grandi Opere" sono difficilmente misurabili e confrontabili. Se vi dicono che si vuole costruire una scuola di 2.000 metri quadri spendendo 10 milioni di euro, sicuramente pensate "Cribbio, 5 mila euro a metro quadro!". Ma per una TAV, un "MOSE", un inceneritore, uno stadio, quand'è che potete dire "OK! Il prezzo è giusto!" Quanto dovrebbe costare un metro di TAV o di MOSE? E' una questione che sicuramente affascina la "politica" e l'"impresa" ...
  • Sotto il profilo dell'utilità, le "Grandi Opere" hanno sempre nobili origini. Peccato che il percorso che conduce dal "bisogno" (in molti casi dal presunto bisogno) alla soluzione (la "Grande Opera") sia sempre confuso e contraddittorio. Così se ascoltiamo le motivazioni sull'utilità delle "Grandi Opere", più che motivazioni, sentiamo pretesti.
  • Negli ultimi 30 anni  ci hanno "proposto" e imposto molte cose (Mondiali di calcio, TAV varie, Mondiali di sci, Olimpiadi di Torino 2006, MOSE, EXPO 2015, ma anche la rete degli inceneritori o i rigasificatori, solo per citare le "G.O." più famose). Ma in realtà non si tratta di "Grandi Opere" ma solo di "Grosse Opere". Grosse come il giro di affari che generano, o meglio che le ha generate
Se ci guardiamo in giro, scopriamo che ci provano un po' in tutto il Mondo, ma scopriamo anche che, come per le "Non Olimpiadi invernali di Monaco di Baviera, Garmish Partenkirchen e Berchtesgaden del 2022 non è obbligatorio fare ogni scemenza che ci viene proposta.

In realtà, il vero problema è che la "politica che conta" ha poche idee (dichiarabili pubblicamente) e non è più in grado di proporre "grandi progetti", ma riesce solo a sostenere le proposte di "Grosse Opere" che giungono (direi "legittimamente") da grandi gruppi imprenditoriali. [che poi per qualcuno sia molto facile fare l' "imprenditore", con rischi pari a 0 e guadagni tendenti a ∞, è un'altra storia].

Le "Grandi Opere" sono quelle che risolvono i grandi problemi della popolazione. E dato che i grandi problemi hanno molte cause, anche la risposta, la Grande Opera, è costituita da un insieme coordinato di azioni comprendenti opere, ma anche interventi organizzativi, procedurali ecc.. Tanto per fare qualche esempio:
  • garantire una rete di trasporti pubblici che permetta la mobilità sul territorio regionale, provinciale e urbano, con integrazione di treni, metropolitane di superficie e sotterranee, tram, filobus, autobus, car sharing e bicicletta; 

    ridurre => azzerare i rifiuti con  interventi sulle materie prime, sul riutilizzo dei contenitori, sul riciclaggio, sull'obsolescenza programmata, integrazione del compostaggio con la produzione di fertilizzanti, ...; 

    sviluppare un'edilizia residenziale (ed una rete assistenziale) che consenta il  prolungamento dell'autosufficienza degli anziani limitando / ritardando il ricovero in strutture assistenziali;

    restituire obiettivi di salute al SSN declassificando gli aspetti economici da "obiettivi" a "vincoli". [che significa anche affrontare la questione di cosa può e deve garantire il SSN]. E quindi integrare l'assistenza ospedaliera con quella territoriale, limitare le procedure inutili, ...

    ridurre il consumo e la dispersione energetica degli edifici residenziali, pubblici e produttivi;

    pianificare e promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili e realizzare una rete di distribuzione elettrica coerente con la produzione diffusa di energia;

    favorire la commercializzazione di beni riparabili (dalla scarpa all'elettrodomestico, dal mobile all'apparecchio elettronico)

    Se non vi sembrano "Grandi Opere" provate a limitarvi a costruire treni veloci, inceneritori, case di riposo, ad acquistare alte tecnologie sanitarie, a coibentare a casaccio gli edifici, a mettere pannelli solari alla rinfusa, a far vendere di tutto,...  e vi troverete l'Itala, invece che un Paese europeo.

    Carlo

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