mercoledì 10 luglio 2013

Ostinatamente avanti con la sorveglianza sanitaria

Vanno avanti facendo finta di non "avere fatto una piega" 
e contano sulla memoria corta dei cittadini
  
Mercoledì 17 luglio si terrà la prossima seduta del Comitato Locale di Controllo. L'ordine del giorno  prevede l'audizione del professor Terracini ed informazioni sullo stato di avanzamento del progetto di sorveglianza sanitaria.
In pratica ci comunicano che il progetto di sorveglianza sanitaria è andato avanti nonostante che il buon senso suggerisse un ripensamento. Chi ha voglia può rinfrescarsi la memoria sfogliando le pagine di giugno di questo blog. Ma in generale mi pare che oggi abbiamo tutti le idee abbastanza chiare.

Benedetto Terracini è una delle persone a cui la prevenzione, la tutela della salute dei lavoratori debbono di più. E non parlo solo dell'Italia. E vale la pena sentirlo parlare anche solo per percepire il modo con cui guarda ai problemi. 
Se hanno chiamato Benedetto Terracini per chiedergli se lo studio è ben fatto, possono stare tranquilli. E' ben fatto. Potrebbero invece chiedergli se lo studio è utile. Non sotto il profilo strettamente scientifico. Perché può essere interessante per uno scienziato. Ma non si capisce perché i cittadini debbano pagare questo studio con la loro TARSU...
Ma il Comitato Locale di Controllo che è stato presentato come la rappresentanza dei cittadini, mentre è un distillato delle amministrazioni locali, non è un luogo dove si possono fare domande. O meglio , le possono fare solo gli assessori o i loro delegati.
E dato che se per avere una buona risposta, occorre fare una buona domanda, abbiamo poche speranze che il Professor Terracini possa volare alto. Quantomeno sul caso specifico.
E allora? Immaginiamoci di poter fare domande a Benedetto Terracini durante la seduta del CLdC.



  • Stanziare oltre 2 milioni di euro per misurare aumenti di diossine e PCB superiori al 20%  su un arco temporale di 3 anni in una popolazione che da oltre mezzo secolo è esposta ad elevati livelli di inquinamento ambientale, .... 
  • E' seriamente ipotizzabile un aumento di tale entità? Questo studio non pone un serio problema su come i risultati saranno utilizzati dai committenti? (in altri termini, non si corre il rischio che i cittadini paghino una costosissima foglia di fico alla politica?)
  • Non percepisce il rischio di un uso inverso dell'epidemiologia? Conoscere per prevenire .... . La maggiore o minore nocività di buona parte degli agenti chimici emessi è nota. In questo contesto non sarebbe più  corretto usare i soldi destinati allo studio ad azioni di prevenzione primaria per ridurre quali-quantitativamente le emissioni? (per  esempio maggiore controllo su ciò che entra)
  • Lo studio confronta popolazioni con differente presunta esposizione alle emissioni dell'inceneritore. Ma non controlla l'esposizione per via alimentare. Questo fattore non pone in ogni caso dubbi sul significato dei risultati? 
  • Il contrasto tra chi vuole gli inceneritori e chi contrasta l'incenerimento dei rifiuti deriva fondamentalmente da una differente visione dello "sviluppo".  Per qualcuno la produzione di rifiuti "genera PIL", per qualcun altro "distrugge risorse e disperde sostanze inquinanti". E' difficile non avere l'impressione che studi quale il piano di sorveglianza sanitaria siano voluti dalla politica per giustificare scelte miopi.
  • Se il PIL sale dello 0,1% tutti brindano. Se scende dello 0,1% tutti si disperano.Per l'impatto ambientale sulla salute non accade la stessa cosa. Se l'inquinamento aumenta, ci dicono " sì, ma di poco!". Un ambiente inquinato dovrebbe essere un buon motivo per non aggiungere nuove fonti di inquinamento, in pratica è un buon motivo per aggiungerne, "perché in termini percentuali una nuova fonte sposta poco i livelli complessivi".



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