domenica 11 febbraio 2018

Tra 5 anni mancheranno 45mila medici

Tra 5 anni mancheranno 45mila medici
Non è una bufala.  E' una cosa che si sapeva da inizio millennio. 
Dato che è una realtà con cui tutti ci dovremo confrontare e visto che siamo in campagna elettorale, mi paiono utili

Dichiarazione del segretario del sindacato Anaao-Assomed (Costantino Troise):
"La carenza di medici specialisti interessa tutte le Regioni, con l'evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici da assumere. I medici da assumere mancheranno perché saranno scappati all'estero, mentre per l'Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, ove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori. Un Paese senza medici è  un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell'offerta professionale"

Quando si iniziò a parlare del fatto che in Italia c'erano troppi medici, non si parlava di "numero chiuso" ma di "numero programmato".
Personalmente non sono mai stato favorevole alla chiusure di corsi di studio, ma è evidente che se si vuole studiare per passione, non è automatico che dopo si possa fare un mestiere correlato a questa passione. 
Produrre laureati per uno Stato  è un costo. Ma è anche un investimento. 
Se le Università non hanno le strutture, le lezioni si svolgono in ambienti inadeguati,  i professori sono validi se sei fortunato (ed io sono stato abbastanza fortunato), se non ci sono tutor, ... evidentemente è necessario fare una riflessione.
Quindi, è chiaro che contano le scelte della politica. E "programmare il numero dei laureati" potrebbe anche essere una scelta buona....

Per la Facoltà di medicina e chirurgia si pose il numero chiuso. Quello che ai più sfugge, è che si mise anche il numero chiuso alle scuole di specializzazione. E la somma degli specializzandi era, ed è, inferiore alla somma dei laureati, pur essendo necessario specializzarsi ... Diciamo che si poteva avere il "sospetto" che alcune lobbies stessero tutelando i propri interessi.

Ma un argomento forte, quasi incontestabile , è che in sanità (o se preferite più in generale nei servizi), c'è un rapporto tra operatori e prestazioni:
se i medici (o se preferite gli operatori sanitari) sono pochi sarà difficile accedere alle prestazioni. Tendenzialmente la selezione avverrà su base economica e, a seconda del tipo di organizzazione sanitaria, su base culturale. E tendenzialmente la qualità delle prestazioni sarà inferiore 
se i medici (o se preferite gli operatori sanitari) sono troppi, si inducono prestazioni sanitarie prive di ricadute (se volete inutili)

Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti. La destra - o il centro destra, se preferite - quando ha governato (a livello nazionale e regionale) non solo si è rifiutata di vedere cosa stava succedendo e  non ha voluto adottare provvedimenti correttivi, limitandosi a fare i favori a piccole lobbies.
Il centro sinistra  - no la sinistra no, non ha mai governato - non ha fatto di meglio (anzi ha massacrato l'università!) dimostrandosi sensibile alle lobbies della sanità privata immanicate con la componete neo-democristiana. (Non toccatemi Rosi Bindi, sicuramente il migliore Ministro della Sanità che l'Italia abbia mai avuto e che ha fatto le cose "più di sinistra" che si siano viste nella sanità italiana).
Per affrontare il disastro imminente e solo parzialmente evitabile, occorre che la "Politica" affronti la questione.
Mi aspetto proposte quali alzare l'età della pensione ai medici (ma se per i medici di medicina generale basterebbe sburocratizzare pesantemente e molti reggerebbero, gli ospedalieri non sono in grado di reggere alle notti ed alle conseguenze delle carenze di organico.
Molte attività potranno passare (senza rischi e senza danno) a personale infermieristico) ma non è semplice  ed occorre (come si dice oggi) una vision.
SI potrà allargare l'accesso alla facoltà di medicina e chirurgia ed alle scuole di specializzazione. Ma anche qui serve una vision. Ed anche agendo immediatamente, i benefici si avranno ben oltre i 5 anni.
In ogni caso perderemo tutte quelle attività per la salute, poco visibili, ma che sono state fondamentali per garantire la qualità della sanità che esiste oggi.  
Insomma, il 4 marzo, votate, votate, votate, ma chiedetevi per chi state votando e soprattutto chiedete a chi votate cosa intende fare (per la sanità, ma non solo)
Carlo
P.S.: Una curiosità che vorrei togliermi è capire perché non sia stato messo un drastico numero chiuso a Giurisprudenza.  L'eccesso di laureati in legge in Italia è drammatico e produce conseguenze drammatiche nella vita di tutti i giorni, aumentando conflittualità, rendendo i percorsi  amministrativi inutilmente complessi. In 4 anni sforniamo più laureati in legge di quanti ne servirebbero in 40 anni

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