giovedì 8 febbraio 2018

Pensioni e lavoro

Possiamo serenamente dirci che in Italia non c'è stata alcuna riforma della pensioni, ma solo un intervento finanziario che ha tagliato le pensioni ed innalzato l'età pensionabile.
Anzi, possiamo dire che non c'è stata alcuna riflessione su aumento della speranza di vita, speranza di vita sana, lavoro (e pensioni). In ambito politico.
Sul piano culturale e scientifico, le riflessioni sono parecchie, ma interessano poco la politica. Perfino in campagna elettorale.... 
Gli interventi per i lavori usuranti e lavori gravosi di per sé sono dovuti, giusti ed insufficienti. Ma hanno avuto principalmente lo scopo di mettere a tacere l'opinione pubblica e chi aveva giuste rivendicazioni o riflessioni.
Le pensioni sono l'altra faccia del lavoro e ci sono alcuni temi ricorrenti assolutamente insopportabili.
Le pensioni non sono un privilegio. Un lavoratore si è pagato la pensione con decenni di contributi. La scorsa estate un'"onorevole"" (per pietà non dico di quale partito di governo) è riuscita a dire che "è ora di superare le pensioni di reversibilità". Probabilmente chi sta al
governo non sa come le famiglie vivono e programmano il loro futuro. Comunque, poi, non se ne è sentito più nulla. O la hanno messa a tacere per eccesso di zelo, o la sua era una prova per vedere come  la prendeva l'opinione pubblica.
Bisogna ridurre il cuneo fiscale. Per favorire le aziende. Ripartendo i benefici tra datore di lavoro, ma anche (bontà loro) e lavoratore. Peccato che quello di cui parlano è la riduzione dei contributi. Ed i contributi sono soldi dei lavoratori. Insomma, facendo finta di niente, si fa finta di dare un po' di soldi ai lavoratori, mentre in realtà glieli si toglie.
Basta con le pensioni di invalidità. In Italia le pensioni di invalidità sono uno strumento di consenso politico. Peccato che mentre in molti Paesi UE ci sono più pensioni di invalidità che in Italia.
Pensioni vere. Pagate con le tasse, non con i contributi. In Italia invece, si usano (usavano) i prepensionamenti. Strumento semplice, sbandierato come "grande vittoria" che in occasione di "crisi aziendali" serviva ad eliminare i lavoratori malati.
Peccato che la fase del prepensionamenti sia pagata con i contributi. Pagata quindi da altri lavoratori. Quella che una volta si chiamava sinistra storica invocava la solidarietà tra lavoratori. perché non aveva la forza (ma a volte mi vien da pensare "la voglia") di far pagare il prepensionamento con le tasse. 
Lavori usuranti e lavori gravosi. Pensavo ci fossero fondi governativi ("dalle tasse", quindi) ma pare di no. 
Quindi il giusto (ma insufficiente) anticipo della pensione per chi svolge lavori usuranti o gravosi viene pagato con i contributi degli altri lavoratori.
Ma cosa volete che sia! In fin dai conti siete stati fortunati a non svolgere lavori usuranti! Quindi ....
Ma in questo caso la soluzione parrebbe ancora più semplice. L'azienda svolge attività che determinano mansioni usuranti? Bene, allora l'azienda per ogni lavoratore paga maggiori contribuiti, in modo che la pensione maturi prima ed il lavoratore possa lasciare il lavoro ad un'età decente...
Carlo











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