sabato 11 febbraio 2017

Herrou, la Merckel, i migranti e la partecipazione

Si giornali di ieri, c'erano 2 storie relative all'immigrazione. Quella di Cédric Herrou, agricoltore francese sotto processo per aver ospitato e accompagnato dall'Italia alla Francia, alcune centinaia di migranti. L’altra è quella di Angela Merckel che promette azioni decise per rimandare a casa i migranti, in particolare prevede di dare molti solidi ai Paesi di origine per accettare la restituzione dei migranti.
La prima è una bella storia, la seconda un po’ meno, ma ieri pensavo che avevano un elemento in comune: la cultura e la civiltà dell’Europa occidentale. O quantomeno i suoi residui.
Non mi pare il caso di soffermarsi sulla storia di Cédric Herrou, che rischiava 5 anni di carcere. E’ una storia che ha stentato un po’ ad uscire e diffondersi, ma oggi è facilmente reperibile. E poi, è finita bene. Sanzione di 3mila euro con la condizionale.

Che finisse bene era prevedibile ("bravo lui" direte voi. Dopo è facile. Ma ieri l'avevo scritto solo che non ho avuto il tempo per pubblicarlo....), proprio perché esistono ancora residui della cultura europea.
Per quanto riguarda Angela Merckel, è passata dal "I rifugiati cambieranno il volto della Germania" dell’inizio di settembre 2015 quando “ringraziava” tutti i tedeschi che si erano mobilitati per dare una mano nell'emergenza migratoria a dichiarazioni di fermezza nell'azione contro i migranti per contrastare la destra xenofoba.
Chi osserva la politica tedesca spiega che Angela Merckel .non ha mai preso posizione su nulla. O meglio - da buona democristiana - ha sempre atteso di capire in che direzione tirasse il vento per poi schierarsi. Nel settembre del 2015 il suo fiuto l’ha fregata, probabilmente per reminiscenze culturali dell’educazione ricevuta dal padre, pastore luterano.
Ma anche adesso si scorgono gli elementi della cultura europea. 
La Merckel adesso vuole rimandare a casa i migranti, perché una (grossa e) rumorosa fetta di tedeschi lo vuole. Prima ha proposto di pagare i “migranti economici” per convincerli a tornare indietro, ma questi non ne hanno voluto sapere di tornare a casa. Poi ha fatto pagare la Turchia per fermare i migranti in arrivo . Allora adesso vuole pagare i paesi di origine, perché gli accettino indietro. 
Però, di sbatterli indietro di brutto, alla Trump, alla Orbán, non se ne parla. Almeno per ora.
Per anni ci hanno bombardato di spot sulle radici cristiane dell'europa, controbilanciati da spot su svariate altre radici.
Ma alla faccia dei fondamentalisti di ogni colore i popoli, le società e le culture si ibridano. Periodicamente trova ascolto qualcuno che vuole razze pure, con il pedigree. Ma dopo inevitabili disastri, viene spazzato via dalla storia. 
Ora, lasciamo alla Storia, gli ibridi che hanno portato alla cultura europea e ricordiamoci che l’Europa è stata per molti secoli luogo di bagni di sangue. E ricordiamoci che l’Europa ha inventato 2 guerre mondiali.
Oggi la cultura europea è ancora impregnata della reazione, generazionale ma non solo, alla seconda guerra mondiale, che ha portato a scelte e cambiamenti profondi, con una cultura di libertà, di ripudio della guerra, di condanna di quella parte della generazione precedente che faceva finta di niente e non rifletteva sui suoi errori e sulle sue responsabilità (e, in Germania, di condanna della generazione precedente). E molto altro.
Sono tutte quelle cose nate e cresciute in due decenni che in modo riduttivo e sovente liquidatori viene chiamato ’68..
Oggi Cédric Herrou, se la cava per i residui della cultura degli anni '60 ed Angela Merckel si contiene per il medesimo motivo. 
Ma probabilmente non durerà a lungo. Ma una soluzione c'è. Interessarsi e partecipare. Costa nulla.In realtà non è neppure faticoso e talvolta è perfino divertente
Carlo

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