martedì 10 gennaio 2017

"Filo" e "Anti"

C'erano e ci sono gli anti-americani e c'erano e ci sono i filo americani. Così come ci sono gli anti-israeliani ed i filo-israeliani. Ed essendoci gli anticlericali, ovviamente ci sono anche i filo clericali. Anzi, in Italia siamo riusciti ad avere anche gli atei devoti. Che ne  caso specifico erano anche filo-americani e filo-israeliani.
Quand'ero piccolo mi spiegavano che non si poteva essere sempre "anti"; ma occorreva fa delle proposte. Passarono un po' di anni, e comparvero anche dei "grandi" che facevano l'elogio dell'essere "anti".
Essere "anti" o più sinteticamente essere "NO", come si tende a dire oggi, mi è sempre parso un po' riduttivo. Sono stato antinucleare in epoca non sospetta, ma non per essere contro il nucleare, ma perché era evidente che il nucleare non fosse sostenibile. Le alternative esistevano, come si vede
oggi. E sono contrario all'incenerimento dei rifiuti, per motivi sono semplici e ed evidenti. Così come sono contrario alla TAV con altrettanta semplicità. E sono stato contrario alla riforma costituzionale, come ampiamente illustrato.
Con tutto questo, l'"anti " ed il "NO" mi hanno sempre dato un po' di fastidio. Anzi, mi hanno sempre dato un po' di fastidio, proprio perché sono etichette. E come tutte le etichette non rendono conto della ricchezza di idee e non stimolano alcuna riflessione e quindi non stimolano la crescita.
Ma se gli "anti" hanno dei limiti, quelli che proprio non riesco a sopportare sono i "filo".
Tutti i "filo" di questo mondo mi danno sempre una sensazione di appiattimento; di riflessioni povere. Di reazioni caratteriali a chi pone questioni, mentre loro desiderano solo stare tranquilli e non pensare. Di crogiolarsi nell'ovvio. O meglio, di crogiolarsi in quello che credono sia l'ovvio.
E tutte le volte che dico qualcosa c'è sempre chi si preoccupa di appiccicare un'etichetta. Le etichette   "Ah, tu sei filo ..."; "Ho capito sei anti ......" sono tranquillizzanti; evitano di pensare su ciò che viene detto. Un'etichetta, ... e tutto è sistemato e lo si può archiviare.
Possibile che uno non possa più esprimere un apprezzamento su Papa Francesco senza diventare papista e doversi sorbire una filippica sulle malefatte della Chiesa? 
O che non si possa fare un commento su quel fascistone di Donald Trump senza sentirsi dire  "Magari ti piace Obama, eh? Con tutti i massacri che ha fatto in Siria!".
Mai un commento nel merito .... E poi, giacché ci tenete tanto, Barak Obama ha fatto Il presidente degli Stati Uniti d'America. Un brutto mestiere! Cosa vi aspettavate? Mica ha fatto il ministro all'ambiente in Danimarca!

Per cui se "commento" le valvole termostatiche, non vuol dire che sono contro le valvole termostatiche. E neppure contro!   E se evidenzio il populismo de La Repubblica quando si scaglia contro i mal di schiena degli infermieri, non sono a favore degli assenteisti. E neppure sono un lettore de La Repubblica.
E se parlo parlo delle epidemie mediatiche, non sono favorevole alla meningite (non c'è arrivato nessuno, ma solo per caso...)

E se faccio vedere che sulla storia delle giurie popolari sulle notizie dei giornali  Beppe Grillo non è altro che Pitruzzella allo specchio, non sono né un 5 stelle, né un piddino. 
Carlo

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