martedì 29 novembre 2016

Referendum costituzionale: sono disponibile a farmi convincere

A fronte di fautori del Si al referendum costituzionale che si dichiaravano ansiosi di trovare
persone da convincere, mi sono dichiarato disponibile in più occasioni. L'ultima oggi. Ma la cosa non ha avuto seguito in quanto queste persone sono scomparse.
Devo dire che io sono realmente disponibile a farmi convincere, perché non ho alcun intenzione di votare contro i miei interessi, che sono , anche, quelli di avere un paese che funzione.
Provo a riepilogare perché ho scelto di votare NO, così magari facilito il compito a chi vuole convincermi:

Ø      A parole ci raccontano che il Senato rappresenta le Regioni. E così viene spontaneo pensare che il Senato rappresenterà le realtà periferiche. In realtà il Senato (art. 55)  rappresenterà le istituzioni territoriali. 
Si fa finta di sorvolare sul fatto che i senatori saranno eletti dai consiglieri regionali. E nella logica di Renzi e  Boschi questo ci sta. Infatti i Senatori non devono rappresentare le Regioni, ma le istituzioni regionali.
Il governo nel riformare le costituzione reputa il bicameralismo sia irrilevante su molte questioni (...su quasi tutto).  Ma lascia al Senato i pareri sulle nomine di competenza del governo (art. 55) .
Qualcuno obietterà "ma è un dettaglio irrilevante".  Ma tutti sappiamo che quasi sempre sono i dettagli a svelare le intenzioni.
Ø      Il governo spiega che la riforma costituzionale permetterà di "scrivere"  ed approvare le leggi  più in fretta.
Nella foga della propaganda a Renzi e Boschi è sfuggito che "la riforma non riduce la democrazia, riduce la burocrazia". Mi dispiace per i loro fans, ma traspare una cultura politica degna del peggior Lega Nord. E del peggior populismo.

I tempi per approvare le leggi non dipendono dal bicameralismo, ma dalla mancanza di consenso politico. basti pensare ai 30 anni di tempo per approvare i diritti civili ed i 17 giorni per approvare la riforma delle pensioni.
E quest'ultimo fatto dovrebbe farci meditare. un "governo forte", ci insegna la storia, è sempre un governo che prende provvedimenti che dovremmo definire antipopolari più  che impopolari.
Ø     L'Italia, anzi gli italiani, in particolare quelli che "stanno in basso", non hanno bisogno di tante leggi, hanno bisogno di leggi buone, fatte bene, ben scritte e che non richiedano interpretazioni. Le interpretazioni sono (quasi) sempre a favore dei potenti.
Ø      Mi dicono che la riforma costituzionale riduce i costi della politica. E' vero riduce di 50 milioni di euro i costi della politica. una goccia nel mare. 83 eurocent/italiano.
Ma per ridurre i costi della politica, si deve intervenire su due fronti.
-        ridurre le remunerazioni dei parlamentari (ed i costi dei singoli parlamentari)
-        ridurre i costi che i singoli eletti inducono portando avanti provvedimenti clientelari. Il sistema maggioritario ha aumentato questo fenomeno, perché ha aumentato il potere contrattuale dei singoli in campagna elettorale.
La riforma costituzionale è irrilevante nel ridurre i costi della politica. Al contrario, facendo finta di avere affrontato la questione, permeterà di andara avanti così.
Ø  Una Camera, Due Camere.  Forse per molte Leggi non è necessario il passaggio in due Camere. Non lo so. Penso di sì, ma non lo so.
Sicuramente, però, voglio che i grandi temi che interessano l'Italia e gli italiani (famiglia, lavoro, salute, sanità, fine vita, diritti civili, temi etici, ecc.) siano discussi in Parlamento, non a "Porta a Porta". E questa, perdonatemi, sarebbe la "Camera" più importante e dovrebbe essere eletta con un sistema proporzionale. Le minoranze sono indispensabili per crescere e trasformarsi.
E voglio poter eleggere tutti i parlamentari.
Ø  L'art.64 al comma 5, prevedeva "I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno dirit­to, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono". 
Nella versione di Renzi il comma 5, prevede "I membri del Governo hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle se­dute delle Camere. Devono essere sen­titi ogni volta che lo richiedono. 
I membri del Parlamento hanno il do­vere di partecipare alle sedute dell’As­semblea e ai lavori delle Commissioni."
Ø      Una prima osservazione:  se si cambia un testo, in particolare il testo della Costituzione, non lo si fa a caso. Allora è importante  osservare che Renzi, Boschi e c. hanno sentito il bisogno di eliminare il riferimento ai membri del governo che non fanno parte delle Camere. Un passo in più per avere Ministri e Presidenti del Consiglio "non eletti".  Si poteva già fare, ma si è voluto chiarire che non si tratta di un'eccezione.
Ø    La seconda osservazione è che hanno voluto specificare che "I Parlamentari hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’As­semblea e ai lavori delle Commissioni".
Per intendersi, è ovvio che un buon parlamentare partecipa....
Ma allora occorerva anche dire che i Parlamentari hanno anche il dovere di  tenere costanti rapporti con il proprio collegio elettorale. 
Ø Sicuramente dalla Riforma Costituzionale mancano riforme fondamentali. Negli ultimi decenni la Presidenza della Repubblica ha più volte richiamato la necessità che in una Legge non siano inseriti contenuti non pertinenti. Nella riforma costituzionale non c'è traccia di questo.

Ø    Non c'è neppure traccia di un altro problema. Da Berlusconi in poi i Governi hanno avuto e praticato il vizietto di azzerare il lavoro parlamentare presentando un "maxi-emendamento" il giorno prima della votazione finale della Legge, maxi-emendamento che annulla la discussione parlamentare, portando in votazione un testo del Governo, quasi sempre di difficile interpretazione, votato dalla maggioranza di turno senza un'adeguata conoscenza. 
Sono argomenti confutabili? Sicuramente. ma allora discutiamo nel merito
Carlo

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