sabato 12 novembre 2016

C'è chi è disposto ad avere una nuova Costituzione che piace al 51% degli italiani

Apparentemente al referendum vincerà il no. Ma non si può escludere una vittoria del SI. In ogni caso l'Italia sarà spaccata in due. 
Da alcune settimane mi chiedo, ma cosa avrebbero fatto i politici della cosiddetta prima repubblica. I vecchi comunisti, socialisti, democristiani, di fronte alla evidente prospettiva di avere (forse) uan Costituzione approvata da una maggioranza risicata degli italiani? Sarebbero andati avanti con una riforma costituzionale che non raccoglierà almeno un 80% di consenso?  
Credo proprio di no. Anzi, sono certo.
Mi chiedo, cosa pensano le persone orientate verso il sì alla riforma, su questa irresponsabilità del Governo? Come possono pensare che sia utile all'Italia una riforma fatta  "a colpi di maggioranza"? 

Credo che in questo momento l'unica posizione politica seria sia quella di chiedere che il Parlamento, faccia una legge che preveda che in occasione delle prossime elezioni politiche, venga anche eletta con sistema proporzionale, un'Assemblea Costituente  
che in 2 anni riformi la Costituzione su alcuni punti.

Dopo di ché sono andato su alcuni siti del sì e ho trovato solo slogan, nel senso che c'erano solo affermazioni generiche, mai nessuno entrava nel merito. Sono stato accusato "Voi del no sapete solo dire di no e non fare proposte concrete". Ho scritto cose concrete, e la discussione è cessata.

Per me, alcuni dei motivi forti per votare no, dopo aver studiato la riforma Renzi-Boschi sono:
Serve più Parlamento. I gradi temi della politica quelli - che riguardano la vita ed il futuro delle persone - devono essere trattati in Parlamento, non nei salotti televisivi. In una Camera eletta con un sistema proporzionale. Le minoranze servono a far crescere ed innovare un Paese. La riforma Renzi-Boschi va in direzione opposta, abrogando il Senato eletto e proponendo contemporaneamente una Camera maggioritaria di nominati. Con l'Italicum sono di fatto i vertici dei partiti a stabilire chi sarà eletto. E l'Italicum riformato, sarà peggio (la modifica servirà solo a garantire la vittoria dell'attuale maggioranza).

I parlamentari devono avere e mantenere un rapporto con  il collegio elettorale in cui sono stati eletti.Sia per rappresentare le esigenze, sia per "portare in periferia le discussioni sui "grandi temi"; per farle conoscere e per avere nuovi in-put con cui raffinare la discussione. La riforma Renzi-Boschi va nella direzione opposta (art 64: c.6 "I membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell’Assemblea e ai lavori delle Commissioni").  Un parlamentare non è un impiegato che deve stare in ufficio a scrivere.   

Il presidente del consiglio è eletto dal Parlamento. La Costituzione prevede la possibilità che sia una persona non passata per l'elezione da parte dei cittadini.Gli ultimi due Presidenti del Consiglio sono non hanno dovuto passare attraverso le elezioni.E sono quelli che hanno portato avanti le norme più antipopolari (riforma delle pensioni, riforma del lavoro, solo per citarne due). 
Non dico che non dovessero essere fatte riforme
delle pensioni e del lavoro. Ma c'è riforma e riforma ....
La modifica dell'art 64: c.5  "I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute (delle camere). Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono" evidenzia che Renzi e Boschi vogliono andare in una direzione dove sia naturale che Il Presidente del Consiglio possa essere persona che non si presenta alle elezioni. Vorrete mica che un grande manager (che so, Marchionne?), debba sottoporsi all'umiliazione di presentarsi alle elezioni per governare l'Italia? Che il Presidente del Consiglio passi attraverso l'elezione in parlamento, per me resta una garanzia. 

Vi siete mai chiesti per quale motivo la politica, la casta politica, abbia questa passione per gli organi di secondo livello "eletti dagli eletti" e non eletti dai cittadini?
Da consigliere comunale che ha eletto per due volte il consiglio della Città Metropolitana mi è evidente che così si eleggono nomi predeterminati. Si eleggono dei consigli senza che i cittadini se ne rendano conto, senza che i cittadini sappiano chi son o gli eletti e la cui attività sfugge all'attenzione dei cittadini. Oggi le ex province, domani il Senato.  La riforma Renzi-Boschi va nella direzione sbagliata.

La maggioranza di governo sostiene che la riforma serve a fare le leggi più in fretta. A tutti è chiaro che il tempo occorrente a fare le leggi dipende dal consenso politico che esiste sull'argomento 17 giorni per la riforma Fornero sulle pensioni. 30 anni per i diritti civili.
Ma siamo sicuri che il problema sia quello di fare le leggi in fretta (l'Italia è il paese Europeo con più leggi..). In realtà servono leggi discusse a fondo, scritte bene. Non (troppo) interpretabili. Più una legge è interpretabile, più è a favore dei potenti.
 La riforma Renzi-Boschi va nella direzione opposta (art 70, art 64) 

Una Costituzione dovrebbe anche prevedere che gli esiti della discussione parlamentare debbano essere rispettati. I maxi emendamenti inventati da Berlusconi ed adottati da Renzi non sono accettabili in una democrazia parlamentare. 

Carlo

  





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