domenica 23 ottobre 2016

Perché votare ragionevolmente e pacatamente NO al Referendum Costituzionale

Ho ascoltato le ragioni del Sì. Ho sentito slogan e poca coerenza tra gli obiettivi dichiarati (in parte condivisibili, ma non condivisibili su cose fondamentali) e quanto scritto nel testo della Riforma Renzi - Boschi. Quindi voto NO e vi invito pacatamente e ragionevolmente a fare lo stesso. E vi spiego i miei perché. 
Chi è favorevole alla riforma costituzionale di Renzi, sostiene che la riforma sia buona perché si riducono i costi della politica, i parlamentari, si semplifica il percorso con cui vengono "scritte" le leggi e di approvano più in fretta le leggi.

Personalmente mi ha disturbato che, nella foga della propaganda, Renzi e Boschi, abbiano detto che "la riforma non riduce la democrazia, riduce la burocrazia".
Si potrebbe pensare che non ci abbiano mai riflettuto su molto, ma sono il Presidente del Consiglio dei Ministri ed una Ministra. Quindi traspare una cultura politica degna del peggior Lega Nord. E del peggior populismo.
Ma andiamo al dunque.

Costi della politica. La riduzione dei Senatori da 315 a 100, comporta un risparmio di 0,83 euro / anno per ogni italiano. I costi della politica non sono i compensi dei parlamentari, ma sono costi indotti dal malfunzionamento della politica, dalle scelte clientelari fatte per conquistare consenso, dalal scarsa qualità del lavoro del Parlamento. Le retribuzioni dei parlamentari (stipendi, indennità, rimborsi) devono essere ridotte per una questione etica.
Riduzione dei parlamentari: è un argomento contraddittorio.  Il populismo corrente, praticato ahimé anche da questo governo, paragona i parlamentari ad impiegati che timbrano il cartellino e scrivono leggi.  Se fosse così, dovremmo assumerli per concorso!
Un buon parlamentare dovrebbe lavorare in Parlamento ed anche nel suo collegio elettorale. Non mi pare sia impossibile precisare questo concetto in Costituzione.
Se invece la visione è quella di Renzi, Alfano, Berlusconi, cioè che i Parlamentari discutono leggi senza perdere tempo e fondamentalmente su proposta del Governo, allora anche 100 parlamentari possono essere uno spreco.
Se ci accontentiamo che i Parlamentari svolgano le funzioni che svolgono da 25-30 anni, allora dimezziamo i parlamentari, ma in entrambe le camere.
Semplificare la produzione delle Leggi: chiunque provi a leggere l'art. 70 della Costituzione Renzi-Boschi si rende conto di quanto abbiano resa incerta la materia ("... il Senato può esaminare le leggi approvate ..."). Quali siano le materie di una Camera e quali siano le materie di competenza di entrambe le camere, non può essere oggetto di interpretazioni. Altrimenti chi vuole può paralizzare il Paese.
Produrre le leggi più in fretta: Quando è necessario - anzi, quando il Governo lo vuole - le Leggi sono prodotte molto in fretta. L'Italia, anzi gli italiani, in particolare quelli che "stanno in basso", non hanno bisogno di tante leggi, hanno bisogno di leggi buone, fatte bene, ben scritte e che non richiedano interpretazioni. Le interpretazioni sono (quasi) sempre a favore dei potenti.
E poi l'Italia non è il Paese con più leggi? Secondo "Normattiva" strumento dello Stato si contano almeno 75.000 leggi, forse più. La Gran Bretagna ne ha 3.000, la Francia 5.000 la Germania 7.000.
Quindi le Leggi non vanno fatte in fretta. Al contrario. Vanno fatte bene.
Una Camera, Due Camere.  Come tanti, non ho una cultura che mi permette di proporre regole sensate. Sicuramente , però, come tanti so cosa voglio. Una Camera ("La Camera") può operare più strettamente sui temi di Governo. Sarebbe già un passo avanti se molti provvedimenti non fossero scritti dal Governo, ma dalla Camera....  
Forse per molte Leggi non è necessario il passaggio in due Camere. Non lo so.
Ma sicuramente voglio che i grandi temi che interessano l'Italia e gli italiani (famiglia, lavoro, salute, sanità, fine vita, diritti civili, temi etici, ecc.) siano discussi in Parlamento, non a "Porta a Porta". E questa, perdonatemi, sarebbe la "Camera" più importante e dovrebbe essere eletta con un sistema proporzionale. Le minoranze sono indispensabili per crescere e trasformarsi.

Ma sicuramente dalla Riforma Costituzionale mancano, non a caso, aspetti fondamentali. Negli ultimi decenni la Presidenza della Repubblica ha più volte richiamato la necessità che in una Legge non siano inseriti contenuti non pertinenti. Nella riforma costituzionale non c'è traccia di questo.
Non c'è neppure traccia di un altro problema. Da Berlusconi in poi i Governi hanno avuto e praticato il vizietto di azzerare il lavoro parlamentare presentando un "maxi-emendamento" il giorno prima della votazione finale della Legge, maxi-emendamento che annulla la discussione parlamentare, portando in votazione un testo del Governo, quasi sempre di difficile interpretazione, votato dalla maggioranza di turno senza un'adeguata conoscenza.
Tecnicamente non so come, ma la Costituzione dovrebbe impedire azioni di questo tipo.
In altre parole "voto NO" alla Riforma Costituzionale", perché la riforma di Renzi vuole più Governo e meno parlamento. Io invece voglio più Parlamento e Governi impegnati nel Potere esecutivo e non nel Potere legislativo salvo quanto prevedeva in origine la Costituzione italiana.
Carlo

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