giovedì 18 agosto 2016

Questa mattina, la conduttrice di Prima Pagina ha sbertucciato un ascoltatore che incautamente ha parlato di rifiuti.

Credo che occorra sempre spiegare, anche quando la tentazione è quella di prendere a randellate (anche solo metaforiche....)  l'interlocutore.....

Gentile dottoressa  Laura Cesaretti,
Sono rimasto sconcertato dal suo tono, in risposta all’ascoltatore che questa mattina a Prima Pagina, verso le 8,10, parlava di rifiuti.
Sono il primo a non pretendere che i giornalisti di turno a Prima Pagina siano degli esperti in tutto, ma ritengo sarebbe auspicabile - o quantomeno piacevole per chi ascolta - non ironizzare sulle affermazioni degli ascoltatori, quantomeno quando non si conosce l'argomento. I dubbi stimolano la nostra curiosità, le certezze ci impediscono di imparare.
Quello che l’ascoltatore diceva era assolutamente fondato ed è recepito dalla normativa europea da circa 30 anni e da quella italiana dal 1996.
L’incenerimento non "fa parte della raccolta differenziata" come Lei ha detto.
La politica dei rifiuti prevede diverse tipologie di azioni: riduzione, riutilizzo, riciclaggio della materia, raccolta differenziata. Il recupero energetico (non è ammessa al combustione dei rifiuti  senza recupero energetico…) è l’ultima opzione in ordine di priorità.
Lo dice la normativa e non è  una previsione velleitaria.
I rifiuti sono un argomento che difficilmente appassiona e in generale, non conoscendo il tema,  siamo tutti “pieni di pregiudizi”.
La raccolta differenziata è solo un'attività "a valle", necessaria ma assolutamente insufficiente.
Una corretta azione normativa è necessaria per affrontare il problema dei rifiuti e può risolverlo. Tra l’altro, affrontare correttametne la questione rifiuti, genera ricchezza per il Paese.
E' interessante notare che la scelta di volere la riciclabilità dei materiali plastici in tutti i settori, industria automobilistica compresa, scelta praticata dalla Germania, ha di fatto imposto un’evoluzione anche all’industria automobilistica italiana già a fine anni ’80. E se l’industria evolve, resta / diventa  concorrenziale.
Il deposito cauzionale su bottiglie in vetro o plastica e sulle lattine, ha dato grandi benefici alla Germania. Alla popolazione ed alle industrie. I tedeschi hanno addirittura rischiato una procedura di infrazione dell’UE per norme protezionistiche ....
E, badi bene, non è vero che possono farlo perché sono più ricchi. Sono più ricchi anche perché operano in questa prospettiva.
I forti interessi economici (e politici) legati ai rifiuti, condizionano fortemente le politiche di rifiuti. 
In Italia sono stati fortemente voluti degli inceneritori, senza inserirli in un'organica politica dei rifiuti.
Gli inceneritori normalmente nascono come impianti pubblici / partecipati e poi diventano privati e/o partecipati solo in misura minima.
Come già detto, costituisco infatti un affare molto redditizio. Nulla di male, se non si trucca il mercato.
Lei come tutti, paga i rifiuti quando li acquista e quando li smaltisce. Paga inoltre elettricità ed acqua calda prodotti dagli inceneritori.
Un privato che investe in un inceneritore ha il sacrosanto diritto di voler ricavare dei profitti. Se viene a mancare il materiale da bruciare, vengono a mancare i profitti.
Nella migliore delle ipotesi, l’aver realizzato inceneritori “senza pensarci”  è stata una scelta maldestra con effetti  paralizzanti sullo sviluppo di politiche di riduzione dei rifiuti. E questa scelta la pagano gli italiani.
E' anche evidente che in un cambio di politiche, potrebbero esserci soggetti / imprenditori che perdono posizoni ed altri che crescono. Ma credo che la cosa debba esser considerata normale. Forse auspicabile
I rifiuti sono sostanzialmente tutti eliminabili. Non è eliminabile l’immondizia e la spazzatura, che esistono da tempo immemorabile.
Il passaggio da oltre 500 kg/anno/persona di rifiuti a 100 kg /anno/persona (in realtà la produizioen attuale è superiore) è un obiettivo praticabile se sono attuate politiche serie. E, come avviene quasi sempre, il rispetto dell'ambiente e della salute non sono il frutto di politiche estremiste e squilibrate che perdono di vista l'insieme dei problemi.
Al contrario, il primo risultato di una seria politica dei rifiuti è il rafforzamento e l'aumentata concorrenzialità delle imprese evolute.
Ovviamente non credo di convince nessuno con qualche decina di righe, ma spero quantomeno di insinuare il dubbio e stimolare la curiosità.
Cordiali saluti
Dr Carlo Proietti - Grugliasco (TO)

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