mercoledì 10 agosto 2016

Farine e Farinetti. CETA e TTIP

Nei giorni scorsi Farinetti ha dichiarato che per i prodotti di Eataly userà le farine canadesi che sono migliori di quelle italiane.
Perché? "Perché il grano italiano non è di alta qualità. Il grano canadese, ad esempio, è qualitativamente superiore (!?!)."
Le spiegazioni non sono molto convincenti.
Al momento l'Italia importa grano, in quanto la produzione di cereali  è inferiore a quanto richiesto dall'industria alimentare 
(ricordiamocene quando si parla di consumo di territorio, ed ancor prima quando si parla di carni ... Le distese di mais sono finalizzate all'alimentazione animale, suina, ma non solo)
Ma, quando importato, attualmente, dovrebbe essere "OGM free". Almeno sulla carta.
Il problema dei fitofarmaci sarebbe relativamente marginale, in quanto si usano diserbanti e gli insetticiti / acaricidi sono utilizzati eventuamente in fase relativamente precoce.
Ma, quando si trasportano su lunghe distanze i cereali, c'è il rischio di ulteriori trattamenti, in particolare con agenti funghici, che poi sono quelli che ci piacciono di meno per la salute umana.
E allora?
E allora c'è una cosa che si chiama TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership)  tra UE e USA.
Ma c'è anche una cosa che si chiama CETA (Comprehensive and Economic Trade Agreement) tra UE e Canada.
E sul CETA il governo Renzi voleva l'apporvazione senza passaggio nei parlamenti dei singoli stati, contrariamente a Francia e Germania.
Le due cose sono strettamente imparentate, con differenze che - per come mi par di capire - sono legate agli interessi dei singoli Stati
Ma se il governo francese è più che freddo nei confronti del TTIP, la Merckel è a favore, ma con 2/3 dei tedeschi che sono contrari.
E Farinetti che c'entra?
Farinetti, ha detto queste cose sul grano canadese, proprio mentre si è in una fase cruciale delle discussioni sul CETA. E' un caso? Se il personaggio è quello che sembra, no.
Ma le dichiarazioni di Farinetti possono tornare utili anche a medio temine.
Se Farinetti (Eataly) che molti elettori piddini assimilano a "Slow Food"  dice che il grano canadese è migliore, allora "w il grano canadese". E - quindi - chi non vuole i trattati con il nord america per mantenere le misure di tutela esistenti in Europa, è il solito allarmista.
Gli elettori del PD, sono sempre meno. Ma su alcuni temi mantengono una certa sensibilità. Un TTIP o CETA non può piacere molto. Rinunciare alle tutele dello Stato per far decidere cosa si mangia a multinazionali straniere ti fa sentire "poco di sinistra". Quantomeno perché si tratta di multinazionali yankee. (NdR: difesa preventiva. Non ho scritto che vogliono essere di sinistra, il PD non lo è. Ho scritto che vogliono "sentirsi" di sinistra. Il feeling separato dalle azioni)
Ma siccome lo "zoccolo duro" del PD ha mantenuto lo spirto dell'elettorato del pci, è sufficiente garantigli che una cosa è buona, che finiranno per accettarla. Oramai non è importante crederci, è importante poterci credere.
Insomma, le farine (canadesi) di Farinetti, sono anche un piccolo cavallo di Troia per permettere al governo Renzi di fare scelte altrimenti indigeribili per il suo partito. Un'Italia che affianca la Germania, è importante per il TTIP (e CETA). 
In Germania, con una normale informazione, non solo 2 tedeschi su 3 sono contrari al TTIP, ma diffusamente si pensa che i politici possano essere a favore solo perché corrotti. In Italia, perché amano la pasta.
Carlo

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