domenica 1 maggio 2016

Ma gli infortuni lavorativi sono diminuiti?

Anche un solo morto sul lavoro è inacettabile. Ma quando si parla del fenomeno degli infortuni lavorativi, l'approsimazione delle informazioni rischia di essere più offensiva della dimenticanza. La colpa, come al solito, è ovviamente dei giornalisti. Ma forse anche qualcun altro ha delle responsabilità. Porviamo ad iniziare a capire qualcosa.
L'allarme per l'aumento degli infortuni mortali riempie da alcuni giorni le pagine dei giornali e le cronache dei TG.
Per i più distratti, ricordo che l'INAIL ha comunicato che nel 2015 c'è stato un aumento degli infortuni mortali del 16%. Per il resto la situazione degli infortuni lavorativi va bene, perché continua la diminuzione degli infortuni.
Richiamare l'attenzione sugli infortuni lavorativi è comunque una cosa positiva. Ma sarebbe necessario dire cose sensate e trarre conclusioni corrette.
Credo che sia stucchevole che l'INAIL per parlare di infortuni comunichi dei numeri. Basta un attimo di riflessione per capire facilmente che un aumento o una diminuzione del fenomeno infortunistico, non sono descritti da un aumento o una diminuzione del numero di infortuni.
L'aumento o la riduzione sono espressi dal tasso di incidenza,
cioè dal rapporto tra il numero di eventi ed il numero di lavoratori.
Il guaio è che per calcolare un tasso occorre conoscere anche il numero di lavoratori. Per avere un informazione "corretta" occcorrono circa 15-18 mesi dalla fine dell'anno di riferimento.
Se poi pensiamo che il rischi di infortunio è differente a seconda dei comparti lavorativi, comprendiamo  che dire cose sensate richiede un momento di tempo. 
I dati che ci interessano sono i "tassi standardizzati", cioè sono dei tassi che sondierano la diversa distruibuzione dei comparti produttivi nel tempo e nello spazio.
Tra un mese circa, saranno disponibili i dati relativi al 2014, per ora dobbiamo contentari del 2013.  Ma sono "tassi" e non "numeri".
Se confrontiamo i tassi tassi standardizzati di infortunio lavorativo dal 2002 al 2013, per le singole regioni e per l'Italia nel suo complesso, osserviamo una importante riduzione delle frequenze di infortunio.
I numeri che ritrovate in tabella sono tassi annui per 1000 lavoratori e riguardano la totalità degli infortuni.
Il grafico, da cui risultano solo alcune Regioni rende immediatamente apprezzabile questa riduzione.
Allora, tutto bene?
Se consideriamo un intervallo di 10 anni, il tasso standardizzato italiano del 2013, rispetto a quello del 2004  è sceso al 56,7 % .
La riduzione minima si osserva in provincia di Bolzano dove nel 2013 il tasso è pari al 65,6 % di quello nel 2004, mentre in Basilicata,  Campania, Molise e Sardegna, i tassi del 2013 si sono ridotti a meno del 45% rispetto a 10 anni prima.  
Una riduzione della frequenza degli infortuni è ovviamente più facile nelle Regioni dove la frequenza è elevata, ma evidentemente la riduzione della frequenza degli infortuni lavorativi risultante dai Flussi informativi INAIL Regioni (e quindi dai dati assicurativi) deve essere letta con cautela, criticamente. 
Quindi, per un verso si osserva un aumento del numero di morti per infortunio lavorativo. Ma par darsi una risposta su questo aspetto occorre attendere un po' di tempo (il che non vuol dire stare fermi con le attività di prevenzione). Una piccola riflessione potrà essere comunque fatta in un post nei prossimi giorni.
Sulle conseguenze da trarre, che si traducono in appelli più o meno generici con richiesta di più controlli c'è da stupirsi (o forse no)  che i media concludano che occorrono più assunzioni per le Direzioni Provinciali del Lavoro. Perché? Anche qui vi rimando ad un altro post.
Per il resto, è vero che gli infortuni lavorativi sono diminuiti. 
D'altro canto, anni di lotte sindacali, di lavoro prima delle unità di base, poi dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza  sul Lavoro non sono certo passati invano. Così come non sono passati invano gli investimenti aziendali per la sicurezza. 
Ma trattandosi di un problema serio,  sarebbe almeno necessario che i giornalisti invece che dire "Gli infortuni lavorativi continuano a diminuire" ci dicessero  "Gli infortuni lavorativi denunciati continuano a diminuire". "Forse troppo".
Carlo

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