domenica 17 gennaio 2016

Bollature e fannulloni

Sparare sul "pubblico dipendente fannullone" non è nemmeno più uno sport, ma è più solo un hobby. Peccato che questo hobby sia praticato da molti politici durante l'orario di lavoro.
A metà degli anni '80 - dopo i primi mesi di lavoro dipendente - mentre aiutavo un'amministrativa a sistemare i "cartellini" (le "cartoline") vicino alla bollatrice per il mese successivo, notai che i cartellini erano timbrati dall'INAIL.
Scoprii così quale era la funzione del "cartellino/cartolina". La timbratura non serve a registrare le presenze, per controllare l'orario.
Più precisamente la timbratura serve a verificare che un lavoratore non sia trattenuto a lavorare "senza essere timbrato" e quindi senza che l'orario di lavoro risulti. E quindi senza essere pagato o quantomeno "senza essere pagato il giusto". 
Insomma, la timbratura è in primo luogo uno strumento di tutela dei diritti dei lavoratori.
Perdonerete la mia ignoranza, ma ero giovane ed inesperto. 
Con il tempo ho poi intuito perché certi capannoni hanno alti muri di cinta, anziché recinzioni e perché talvolta si ecceda in uscite di sicurezza.
Mi è quindi chiaro che nel privato, ovviamente solo dove ci sono datori di lavoro o capi un po' "particolari"  la timbratura serve anche a garantire il lavoratore. Che il lavoratore lavori dipende dal fatto che il lavoro gli è assegnato da un preposto che opera su indicazione di un dirigente. Cosa e quanto debba fare un lavoratore è stabilito dalla dirigenza aziendale. 
E' un bel sistema? No, a partire dagli anni '70 si è riscoperto che occorreva coinvolgere il lavoratore se si voleva migliorare non solo la vita del lavoratore, ma anche la qualità della produzione. Ma tutto questo non c'è più.
Ma non è questo il punto.
Come ogni Presidente del Consiglio che si rispetti, Renzi ha fatto - e fa - troppe promesse che non riesce a mantenere. Quindi non può che darsi al populismo e - come ogni populista che si rispetti - deve indicare nemici e colpevoli. E dovendo cercare ampi consensi, nei giorni dispari se la prende con gli evasori e promette sfracelli nella lotta all'evazione, nei giorni pari, come ieri, se la prende con i pubblici dipendenti fannulloni e promette di licenziarli in 48 ore.
Chiariamoci. Non tollero quelli che potendo lavorare non lavorano e oziano alle spalle degli altri. E penso che Checco Zalone dia in fin dei conti un'immagine edulcorata del tema. Ma è un film comico e vuole solo far ridere per un po'.
Credo che molti che lavorano "nel pubblico" abbiano visto ben di peggio. I più con frustrazione; qualcuno magari con soddisfazione. Io ho avuto la fortuna di lavorare in servizi pubblici che giravano benissimo.
Per capire, dovremmo in primo luogo distinguere tra "Pubblica Amministrazione" e "Servizi Pubblici" perché la chiarezza del mandato è molto differente nei due ambiti e la chiarezza di mandato con la "cultura del settore"  è importante per non alimentazione il fancazzismo. Che in alcuni casi è desiderato dall'alto.

Però vedo che la maggior parte degli insegnanti "si fa un mazzo così" (scusate il termine tecnico) e la maggioranza degli infermieri è usurata dal lavoro. E questo vale anche per altre professioni.
Ma  per approfondire occorre un altro post. (che arrirerà tra un po' ...)
Quello che  mi sconvolge è che giovani premier pensino che - anche solo a fini demagogici - il problema possa essere descritto come quello delle timbrature.
Il problema è di stabilire cosa debbano fare la Pubblica Amministrazione ed i Servizi Pubblici e - soprattutto - cosa ci si attende dalla Pubblica Amministrazione e dai Servizi Pubblici.
Si tratta ovviamente di fare delle scelte, ma questo dovrebbe essere il "mestiere della politica". E dovrebbero essere scelte chiare, che nascono da un dibattito pubblico chiaro e trasparente, affinché poi tutti possano capire. Stimare il peso delle attività è relativamente complesso, ma non è difficile. Occorre però consapevolezza di cosa si sta facendo (e su questo ci sarà un terzo post ...) e chiarezza di idee (che deriva dalle scelte di cui sopra ...).
Per chiudere la prima tappa, ricordo che nella prima metà degli anni '90 andai a Roma, al "Palazzo di Fantozzi", sede di una importante pubblica amministrazione.
C'erano i tornelli. E c'era un flusso di persone. E c'erano gli usceri a controllare. Ed ovviamente le uscite di sicurezza. Già aperte.  A parte alcuni che uscivano dai tornelli, la maggior parte usciva dalle uscite di sicurezza. I più allenati saltavano agilmente i tornelli come nella pubblicità di un noto olio da cucina.
Ci sono amministrazioi e servizi pubblici che funzionano bene o molto bene ed altri che funzionano piuttosto male. O proprio male. Dirlo chiaramente "è di sinistra". Ma il lavoro nella Pubblica Amministrazione e dei Servizi Pubblici è una cosa troppo seria per essere lasciata in mano a populisti di varia natura che sperano restare a galla continuando il giochetto di mettere gli uni contro gli altri.
Se le cose non funzionano occorre cercare le cause (e le colpe) in alto. Malfunzionamenti diffusi dipendono da mancanza di chiarezza negli obiettivi, assenza di analisi del lavoro e procedure non finalizzate agli obiettivi.
Cercare di colpire i colpevoli ("i fannulloni") anziché operare per il funzionamento della pubblica amministrazione e dei servizi pubblici è dimostrazione di incapacità, di mancanza di idee e di pigrizia.

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