mercoledì 30 dicembre 2015

La politica e le PM10. Tanto fumo e poca aria pulita.


Se in questi giorni siete usciti da Torino da lontano avete potuto ammirare la città avvolta e coperta da una nube grigio antracite.
Se siete stati su qualche montagna vicino a Torino avete potuto vedere che questa volta, per la mancanza assoluta di vento, anche la Maddalena e Superga sono dentro la parte più scura della nube di smog
I dati ci fanno vedere quello che tutti vediamo. tutta la città, e non solo, è interessata dall'inquinamento.


Targhe più o meno alterne, abbassare il riscaldamento, bus gratis o a prezzi di saldo. Ciclopiste.  Auto ai 30 all'ora nei centri urbani.
Se questo è quanto sa proporci la politica che ci governa e che ci amministra, viene da piangere.

Intendiamoci. Molte di queste cose hanno un senso. Talvolta solo per richiamare l'attenzione sull'inquinamento, ma hanno un senso.
Ma mica qualcuno pensa seriamente che così si risolva il problema?
Proporre provvedimenti basati sulla buona volontà delle persone ha un grosso limite.
Le persone possono rispondere positivamente, ma si aspettano che la politica faccia la sua parte con provvedimenti efficaci.
Forse si dovrebbe immaginare città in cui muoversi con un mezzo proprio è più un eccezione che non una regola. Bici, auto elettrche, monopattini ecc. troverebbero degnamente il loro posto in questo contesto.
Ma allora servono metropolitane, tram e filobus. Da anni ci raccontano che di daranno i "bus all'idrogeno", cosa che fa tanto Allen Ginsberg, ma serve solo a lasciare le cose come stanno.
Tram e filobus si possono fare in tempi medio brevi. Le metropolitane (non "lalineadue")  richiedono un po' di tempo in più.
"un po'" se si fanno scelte politiche. Altrimenti le vedremo solo oltre il tempo massimo. 
Scegliere di fare "grandi opere" e non "opere grosse" significa scegliere di fare reti per il trasporto giornaliero e non TAV, magari comode, ma poco utile se guardiamo alla popolazione.
Abbassare il riscaldamento. Bella cosa. Io di solito sto al freddo. Per scelta. ma non a tutti piace. E quindi alla lunba non funziona.
Si pensi invece ai requisiti energetici delle costruzioni. Le classi energetiche richieste (sarebbe meglio dire "ammesse") sono decorative, ma non portano a significativi risparmi energetici
E sovente sulle case esistenti si può fare poco. 
Esistono quindi grandi spazi per le scelte della politica. Grandi spazi per sviluppare l'economia. Per creare lavoro, per ridurre i consumi energetici e quindi l'inquinamento. Occorre però che la politica smetta di barare.
Quando Del Rio  annuncia trionfalmente che ci saranno fondi per i treni locali, semrba non accorgersi che questi fondi sono una piccolissima percentuale del costo di una TAV!
Ora non è colpa di Del Rio se in Italia abbiamo estirpato le linee ferroviare dismesse giocandoci la possibilità di costruire una rete di metropolitane di superficie. Ma è colpa sua se non se ne accorge e se non fa scelte per rimediare.
Ma dovremmo riflettere anche su altri aspetti.
La quantità di chilometri che viene percorsa inutilmente (non mi riferisco ai chilometri fatti inutilmente con piacere, ma a quelli fatti per necessità pendolando sul luogo di lavoro) è frutto di un'ideologia insidiosa.
Il telelavoro è sicuramente una risposta, ma una risposta parziale, perché riguarda poche attività.
Ma se una volta le eprsopne andavano a vivere nelal zona in cuio lavoravano e percorrenze superiori a 5 Km riguardavano poche persone, oggi molti lavorano a più di 30 km da casa.
Si tratta solo di decidere se lavorare lontani da casa sia una cosa positiva per la società, oppure no.
E' ovvio che se mi piace andare a lavorare lontano da casa, lo farò.
Si tratta invece di decidere se  i chilometri percorsi, i soldi spesi, il tempo perso, la frammentazione di relazioni,siano una cosa positiva.

Nessun commento:

Posta un commento