giovedì 31 dicembre 2015

C'era La Volta, Assessore in un'Amministrazione lontana lontana


Nei giorni scorsi nella massa di dabbenaggini che hanno trovato spazio su radio, tv e web, è passata in varie sedi  anche un'intervista con Francesco Forastiere "epidemiologo ed esperto di inquinamento atmosferico" (per intendersi uno dei 3 "super esperti"  chiamati a supervisionare lo studio sugli effetti sulla salute della popolazione dell'inceneritore dle Gerbido -SPoTT).
Tra le tante cose dette c'è anche un'affermazione: "Stiamo parlando di dieci mesi di vita in meno. In media i cittadini italiani muoiono dieci mesi prima per l'inquinamento. Dieci mesi che diventano 14 al Nord e 6 al Sud" molto più concreta della fuffa sparsa ai 4 venti ( ... magari !...) da pneumologi e clinici vari, intervistati in quanto vicini di casa di qualche giornalista.
Ma la parte più interessante, su cui non c'è stata una grande riflessione riguarda lo studio  'Viias' del ministero della Salute (diretto da Forastiere) da cui risulta che  "l'effetto dell'inquinamento in Italia si può quantificare in circa 35mila morti premature. "Ci sono differenze importanti tra
grandi centri e centri più piccoli, ma - aggiunge l'epidemiologo - dipende molto dalla situazione geografica. La differenza tra Roma e Viterbo è importante, mentre nella Pianura padana l'inquinamento è più diffuso".

In questi mesi sono stati dati anche altri numeri, ma questo in realtà è solo il frutto della complessità del problema e della diversità degli approcci scientifici.
La cosa interessante (...?...) è che 35.000 morti/anno sono circa il 5,8% della mortalità totale in Italia.
In altri termini, in Italia muore per inquinamento (è destinata a morire) 1 persona su 17.
Ora, sarei curioso di vedere l'assessore all'ambiente La Volta,

Diversi anni fa in un incontro a Torino su inceneritore, inquinamento salute ecc. citai una pubblicazione che quantificava il numero di morti da inquinamento a Torino in misura analoga. L'assessore iniziò a saltellare sulla sua sedia in preda ad un'agitazione irrefrenabile.
Devo dire che rimasi stupito. Mi disse che le mie affermazioni non potevano essere vere. Ma non mi disse che ero un bugiardo, un irresponsabile un untore. (come avviene in pollai di minori dimensioni). Fu quasi cortese. Gli feci notare che non si trattava non di elucubrazioni notturne di qualche talebano, ma di un lavoro sceintifico commissionato da pubblica amministrazione e pubblicato su un sito stituzionale. Poi peraltro cancellato, ma all'epoca sui motori di ricerca si trovavano inequivocanbili indizi.

La Volta prese addirittura appunti dicendo che "se fosse stato vero ....". Beh, non disse cosa, ma era evidente che se una cosa simile fosse stata vera, allora cambiava tutto e sarebbero state necessarie azioni radicali.


Purtroppo è vero e la letteratura scientifica ci conferma la dimensione del problema (che - perdonatemi la semplicaficazione - può essere più grande, ma non più piccolo).
Ma i morti da inquinamento non hanno un'etichetta che permette di idenrtificarli con certezza (per intendersi come i morti da mesotelioma nel caso dell'amianto) ed i furbetti della politica continuano a giocare, alternando toni accesi in occasione di episodi acuti di inquinamento, con toni pacati, meditativi, talvolta sarcastici quando è passata la tempesta.
Non credo che gli italiani riusciranno a cambiare l'approccio dei loro rappresentanti politici e amministratori. Penso che sarà più semplice cambiare i rappresentanti politici e amministratori
Ma si tratta di un problema serio, e per i propblemi seri occorro no persone serie che parlano in modo serio agli italiani.occorre avere il coraggio di dire che serve molto lavoro ed impegno da parte di tutti e che nessuno risolverà la situazione attuale in pochi anni. Ed evitare quindi di usare alla leggera ed in modo incoerente i dati
Per quanto riguarda l'assessore La Volta - se veramente ci crede - può provare a definire un piano, visto che non sono certo le azioni utili a mancare.

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