domenica 11 gennaio 2015

Colpevoli delle cause

Dare la colpa a qualcuno è proprio liberatorio!
Mo' vi spiego che se le cose vanno male, è colpa vostra, che cercate i colpevoli, invece che cercare le cause delle cose che vanno male!  Così mi sento molto meglio!

A fronte di una successione di eventi "grandi", che vanno dai traghetti in fiamme, alle epidemie sospette ed alle stragi di fascisti islamici, forse è meglio evitare commenti che alla fin fine sono sempre classificabili in: "luogo comune", "politicamente corretto", "Bastian contrario".
Ma credo che valga la pena osservare almeno una cosa. Ovunque emerge la ricerca del colpevole.
E chi non si unisce al coro delle condanne è regolarmente marchiato come "buonista", "connivente" "cazzone", e via dicendo.
Ora la ricerca delle colpe (e quindi dei colpevoli)  è una cosa importante. Si garantisce un minimo di giustizia (in certi casi "sociale") e grazie alla deterrenza si può promuovere un po' di prevenzione.
Ma i problemi si risolvono solo se si è capaci di cercare le cause ed individuare le azioni per superare tali cause.
E poi, quando colpe e colpevoli iniziano ad essere troppi, forse occorre rifletterci su.

Quante volte ci hanno detto qualcosa che assomiglia molto a "il traghetto bruciato era stato appena controllato e per le irregolarità erano state date delle prescrizioni da ottemperare entro 2 mesi". Tutti sbraitano contro i controllori, ma poi, quasi mai succede qualcosa.
Oppure "centinaia di dipendenti del tal Ente si sono messi in malattia". E tutti a sbraitare contro i fannuloni ed i medici da licenziare. Ma quasi mai succede qualcosa.
Oppure "dei fascisti islamici hanno fatto una strage". E tutti giù a sbraitare contro gli immigrati. E se i colpevoli non sono immigrati, chissenefrega! E per fortuna quasi mai succede qualcosa.

Il guaio è che, chi sbraita, il più delle volte non fa che ripetere "luoghi comuni". E nulla importa se i presunti colpevoli nulla hanno a che vedere con quanto è successo. O se comunque non saranno punibili.

Il guaio è che, chi sbraita, il più delle volte non è interessato a capire, ma solo a "dare contro" a qualcuno che detesta.  E urlare rinforza le proprie convinzioni.
Il guaio è che, chi sbraita, il più delle volte dopo avere sbraitato si sente soddisfatto. Io l'ho detto! se non mi danno retta, cosa posso farci?
E questo è un grosso problema. Se non ci credete, pensate a Nereo Rocco ed ai sui colleghi degli anni '60 e '70. Avevano poche certezze, ma una era solida. In ritirol prima della partita, niente sesso. Altrimenti si scendeva in campo appagati, con poca aggressività e determinazione. E gli scettici scettici pensino alla finale del 1978 Argentina - Olanda
 Ma a parte il tratto epigenetico italiano che ci fa preferire le dichiarazioni alle azioni, credo che oggi in Italia la costante ricerca dei colpevoli dipenda da molti fattori. Personalmente me ne  vengono in mente due:
  • La realtà è complicata e siamo scoraggiati dal constatare che non riusciamo a cambiarla (e se io desidero cambiare la realtà e non ci riesco, la colpa sarà ben di qualcunaltro! o no?)
  • In realtà non abbiamo voglia di cambiare. E' impegnativo e faticoso. Ed allora cercare un colpevole ci permette di dire che il sistema va bena, e quando evidentemente non va bene, il motivo è l'esistenza di un colpevole".
Di fronte a cose che non funzionano chiediamo (e ci offono) nuove leggi. E' un ottimo sistema per dichiarare che vogliamo che le cose vadano bene.E ci accontentiamo di questo ( ... che sia la "fase orale" ???)
Ma perché le cose funzionino, servono leggi più semplici con obiettivi concreti e non etici. 
E servono responsablilità individuali. E univoche. Ma allora bisogna fare il contrario di ciò che chiediamo e facciamo...
Quando cesseremo di scomodare la democrazia nell'attuazione dei processi amministativi (pubblici e privati) avremo fatto un grande passo avanti.
Quando eviteremo di moltiplicare le competenze avremo fatto un grande passo avanti.
Quando eviteremo di declamare obiettivi "pomposi" non perseguibili con gli strumenti che decidiamo di adottare, avremo fatto un grande passo avanti.
E allora, i responsebili dei servizi pubblici (e privati) avranno più possibilità di comprendere che il responsabile non è il "capo", bensì è il "responsabile" della realizzazione dell'attività
E allora, si potrà cominciare ad occuparsi di colpevoli.
Carlo






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