martedì 6 maggio 2014

Lungo e cretino

La politica nel pallone
Come si può non condannare chi ben più di 40 anni fa svillaneggiava il futuro deputato, segretario, sindaco con l'infame slogan "Fassino, Fassino lungo e cretino!".

Anche se qualche impunito continua a sostenere che l'infame slogan si limitava a fare vedere a tutti che "Il re era nudo" , occorre dire con fermezza che questi irresponsabili - a forza di sbeffeggiare il Nostro urlando "Fassino, Fassino lungo e cretino!" - hanno causato danni irreparabili.
E così il nostro mentre va a fare campagna elettorale al Filadelfia per il suo compagno amico Chiamparin, si confonde e si mette a fare il guastatore. 
E tentando di negare l'innegabile, si dimentica che le bugie, quando non hanno le gambe corte, hanno il naso lungo.
E se qualcuno chiede a Fassino "Scuse o dimissioni", dimenticando che Fassino sa fare molte cose, ma sicuramente non è capace di scusarsi.
Le dimissioni sarebbero un atto degno. Ma a queste richieste il Piddi risponde sempre sghignazzando (Grugliasco insegna).
Per cui nei prossimi giorni prevarrà la linea difensiva che "in fin dei conti è solo un altro vecchietto che non ci sta con la testa".
Il bello è che tutto questo succede poche ore dopo che Genny 'a carogna è riuscito a dare lustro all'Italia. A dire la verità, da solo sarebbe riuscito a fare poco.

Ma l'insulso coro di proclami che promette "d'ora in poi punizioni esemplari!" e "Le spese per l'ordine pubblico a carico delle società sportive!" (ma non lo avevano già deciso negli anni '90???) finisce per coprire una piccola cosa che poteva essere fatta già sabato. Il Presidente del consiglio dei ministri poteva alzarsi e lasciare lo stadio. Sarebbe stato un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'Italia. Ma le strategie della propaganda sono complesse, ed io sicuramente non sono in grado di capirle.
Ciao. Carlo


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