Sicurezza sul lavoro 1 - Quando tutti chiedono più controlli

Quando succedono tragedie sul lavoro tutti chiedono più controlli. Salvo poi lamentarsi del "peso sulle aziende". I controlli sulla sicurezza nelle aziende sono indispensabili , ma ... qualche volta viene il dubbio che la richiesta derivi da un desiderio di rimozione...
Ci avete mai fatto caso? Periodicamente, in occasione di ricorrenze (per esempio la giornata delle vittime degli incidenti sul lavoro), o in occasione di pubblicazione di dati dell'INAIL,  tutti i giornali e notiziari ci dicono che negli ultimi anni i morti sul lavoro (intesi come morti da infortuni lavorativo) sono calati molto. Alcuni mesi fa si vantava una riduzione del 20% degli infortuni negli ultimi 5 anni. 
In realtà l'argomento è molto meno semplice di quanto possa sembrare ai non addetti ai lavori, ma  non è neppure così complicato da doverlo riservare a pochi eletti.
Quello su cui vorrei soffermarmi è che ancora nel 2014 degli "addetti ai lavori" (...? ...) e di conseguenza i giornalisti parlino di diminuzione dei morti sul lavoro riferendosi alla riduzione numero dei morti e non alla riduzione frequenza degli eventi.
La frequenza - per chi non "mastica" questi argomenti - è data dal numero di morti / numero di lavoratori (o di ore lavorate) rapportati ad un coefficiente (per esempio 100.000).
Attualmente abbiamo una forte riduzione del numero di persone occupate e delle ore lavorate (in particolare in settori ad alto rischio come le "costruzioni") e, purtroppo, la riduzione del numero dei morti esprime fondamentalmente la riduzione del lavoro, non il miglioramento delle condizioni di sicurezza.
Sappiamo che, storicamente, nei momenti di crisi si è sempre osservata una riduzione degli infortuni, che a posteriori si è potuta interpretare come riduzione della frequenza, fenomeno attribuibile a svariate cause: riduzione dei ritmi di lavoro, svolgimento di attività accessorie a minore rischio. E sappiamo che storicamente la ripresa è segnata da un aumento della frequenza degli infortuni gravi.  
Ma se le morti sul lavoro sono argomento sul quale bastano pochi accenni per sollevare la giusta indignazione, se si è interessati alla prevenzione, occorre fare alcune riflessioni.
In primo luogo possiamo facilmente prevedere che in occasione della prossima grave sciagura sul lavoro si alzeranno voci unanimi che da sinistra come da destra, dai sindacati alle associazioni datoriali chiederanno più controlli.
Mi dispiace, ma anche in questo caso - se voglio essere utile -, devo purtroppo essere politicamente scorretto. La richiesta di maggiori controlli, per quanto possa essere motivata, corrisponde fondamentalmente ad un processo di rimozione del problema. Nessuno vuole i morti sul lavoro e nessuno vuole riconoscersi in una società che produce questo fenomeno. Ed allora tutti vogliono i colpevoli e vogliono i controlli. "Che chi lo deve fare, faccia i controlli, così si mette tutto a posto!"Semplice, no?  NO.
In realtà la questione è molto più complicata. 
I flussi informativi dell'INAIL costituiscono probabilmente la migliore fonte per descrivere la realtà delle aziende, pur essendo afflitti da un inevitabile ritardo. Ebbene, l'INAIL ci dice che nel 2011, se non si considera l'agricoltura e lo Stato in Italia risultavano poco più di  3.760.000 aziende in cui erano occupati 17.376,000 addetti.
In altri termini, la dimensione media dei tremilionisettecentosessantamila aziende è di circa 5 addetti. Ed oltre il 95% delle aziende occupa fino a 5 addetti.
Il miglioramento dei livelli di prevenzione per la tutela della sicurezza e della salute sul lavoro viene perseguito dallo Stato mediante attività di vigilanza, controllo, informazione ed assistenza. Queste attività dovrebbero essere integrate e tra di loro sinergiche. E dovrebbero "promuovere" le attività di prevenzione nei luoghi di lavoro, che sono a carico delle aziende (e dei lavoratori).
Nei prossimi giorni inizierò a raccontare alcune cose sulla prevenzione per la sicurezza e la salute sul lavoro. Oggi mi limito a dire che con i numeri sopra descritti, occcorre mettere in atto precise strategie se si vuole migliorare i livelli di sicurezza sul lavoro. Ma occorre anche riflettere sul fatto che molti soggetti che in occasione di tragedie sul lavoro chiedono più controlli, all'atto pratico, quando i controlli sono effettuati, strepitano per l'ostacolo che questi controlli determinano alle attività produttive.
Per affrontare questi aspetti possono esserci molte risposte, ma anche molte domande.
Carlo


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