sabato 4 gennaio 2014

Prevenzione in pillole - prevenzione e protezione

Prevenzione e protezione
Chi di voi non ha mia sentito parlare di prevenzione protezione? Nessuno! Da quasi 20 anni il "Servizio di Prevenzione e Protezione" è una presenza - di solito un po' vaga ed impalpabile - che aleggia nei luoghi di lavoro.  L'SPP (essepipi - servizio di prevenzione protezione) quasi sempre non suscita grande empatia, anzi, diciamocelo, è piuttosto antipatico.
Eppure dovrebbe fare cose molto gradite a tutti noi: dovrebbe occuparsi della nostra sicurezza della nostra salute sul lavoro. Dovrebbe essere bello, magari impegnativo, ed invece normalmente vediamo una cosa grigia e noiosa. E spesso e e volentieri ci fanno fare delle cose francamente inutili. O no? 

Ma di tutto questo possiamo parlare in altri post.
Ma cos'è la prevenzione? E cos'è la protezione? Sono due modi di dire la stessa cosa?
Ci sono molte sfaccettature, ma possiamo dire che la prevenzione è l'insieme di azioni finalizzate ad impedire o ridurre il rischio, ossia la probabilità che si verifichino eventi non desiderati. Se parliamo di sicurezza e salute è l'insieme delle azioni finalizzate ad evitare che si verifichino infortuni o malattie. In pratica si agisce sui fattori di rischio per eliminarli o ridurli al minimo, in modo che si elimini o si riduca la probabilità di un evento dannoso.
Andando in dettaglio si scopre che esiste la prevenzione primaria (quella descritta prima) e la prevenzione secondaria, consistente nell'individuazione precoce di una malattia (o di uno stato di pre-malattia) e nell'adozione dei provvedimenti atti ad arrestare la progressione della malattia o la sua insorgenza. Per intendersi, siamo nel campo degli screening.
La protezione invece comprende tutte le cose mirate a ridurre gli effetti dell'esposizione a rischio, quando questa determina un evento indesiderato.
Per capire possiamo ricorre ad un semplice esempio che veniva utilizzato da un grugliaschese noto per avere fatto molto per la prevenzione. 
Per viaggiare sicuri in macchina, periodicamente la facciamo controllare dal meccanico. E' importante che i freni funzionino bene per evitare il rischio di incidente. Inoltre abbiamo tutti imparato che è saggio usare le cinture di sicurezza. Far controllare i freni, è prevenzione; aiuta ad evitare il rischio di incidente. Indossare le cinture di sicurezza è protezione: in caso di incidente contribuisce a limitare i danni.
Semplice, no? Ovviamente occorre usare l'esempio per capire il principio e non si deve cercare di applicarlo pedestremente.
Ma l'esempio di insegna almeno una cosa. Anzi due.
Prevenzione e protezione non sono vie alternative. E la prevenzione viene prima della protezione. Nessuno pensa " Ho i freni rotti. Uso lo stesso l'auto, ma indosso le cinture!". Eppure sul lavoro (ma anche fuori, ...) ci sentiamo candidamente proporre la protezione al posto della prevenzione?
Una seconda cosa che ci aiuta a capire l'esempio dell'auto è che i freni rotti o malfunzionanti non sono una causa degli incidenti. Sono una concausa. Possiamo viaggiare con i freni rotti senza avere incidenti (ve lo sconsiglio, anche se 2 amici negli anni '70 tornarono dai Pirenei a Torino con i freni rotti ...., ) o avere incidenti con i freni funzionanti.
Possiamo dire che c'è quasi sempre una multifattorialità.
Se ci fosse un rapporto causale diretto tra un'esposizione ed un danno, impareremmo tutti subito che quella cosa è pericolosa. Se metto una mano nell'acqua bollente mi ustiono. A nessuno di noi viene in mente di farlo. Viceversa, non tutti quelli che respirano emissioni inquinanti si ammalano, ma tra chi respira emissioni inquinanti si ha una maggiore frequenza di malattie (...le malattie variano in relazione alla composizione della emissioni....). Le emissioni "xx" sono un fattore di rischio. Ma qualcuno pensa bene di produrre emissioni, senza chiedersi se sono evitabili.  
Ma, c'è un'altro aspetto che bisogna evidenziare: le misure di prevenzione (e di protezione) possono essere collettive o individuali. Le misure collettive tutelano tutti ed hanno il vantaggio di non dipendere dal comportamento dei singoli. Le misure individuali tutelano il singolo e dipendono dai comportamenti individuali. 
Spesso e volentieri vengono poste questioni relative alla responsabilizzazione del singolo. In realtà la gerarchia prevenzione / protezione e collettivo / individuale  risponde ad esigenze di efficacia. Se riteniamo che evitare/ridurre un determinato danno sia un interesse collettivo allora dobbiamo privilegiare l'efficacia delle azioni che mettiamo in atto.
Chi ha avuto la voglia di arrivare fino a qui, dovrebbe avere le idee più chiare su cosa è la prevenzione e cosa è la protezione e sulla differenza tra i provvedimenti collettivi e quelli individuali. E forse è in po' più chiara la differenza tra fattore di rischio e causa.
Ancora una volta buon 2014
Carlo




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