lunedì 20 gennaio 2014

Preferiscono di no

"La preferenza? ma con la crisi che c'è, ringrazia che ti diamo ancora un posto in cui votare!"
Può darsi che discutano di legge elettorale perché non sanno che pesci pigliare con l'economia, con l'ambiente, con il lavoro. Ma la discussione sulla legge elettorale è molto meno interessante della discussione tra un tifoso del toro ed uno della juve dopo il derby. 

Ora che Renzi, in fase maniacale, non abbia saputo resistere alla tentazione di dire "Silvio, alzati e cammina" non stupisce. Tanto tra poco, come ogni segretario del PD che si rispetti, sarà in fase depressiva.
Ma io ho alcune domande sulle leggi elettorali, e voi magari sapete rispondermi
  • Perché quando hanno scelto il maggioritario non si sono posti la domanda su come sarebbero avvenute le riforme costituzionali? Oggi la Costituzione può essere modificata da una maggioranza di parlamentari che rappresenta una minoranza dei cittadini. E riformare la Costituzione non c'entra nulla con la governabilità.
  • Il sistema elettorale maggioritario doveva portare l'Italia al bipartitismo o almeno al bipolarismo. In realtà siamo passati da 10 a 35-40 partiti. Come mai?
  • Sono state eliminate le preferenze, perché funzionali al voto clientelare. Non abbiamo più le preferenze, ma abbiamo la scheda ballerina e perfino il sistema elettorale a preferenze multiple degli anni '70 fa quasi tenerezza.
  • Com'è che la proposta di Renzi di un premio di maggioranza del 18% rispetta lo spirito della sentenza della Corte Costituzionale? E' lo stesso spirito che porta ad alzare la soglia di sbarramento?
  • Con il maggioritario abbiamo avuto governi che duravano più a lungo, ma che hanno prodotto meno di quelli della cosiddetta prima repubblica. Come mai?
  • Ma un Parlamento ricco di partiti minori, non sarebbe anche un Parlamento ricco di idee e quindi un Parlamento aperto all'innovazione? Non dico di arrivare ad un sistema "minoritario", però ..., ammettetelo, sotto sotto vi piacerebbe.
  • Ma con il voto di preferenza, magari, non potrebbe venirvi la tentazione di votare per un buon candidato nella lista di un partito scialbo?
  • L'accordo Renzi - Berlusconi non sarà mica la presa d'atto del tripolarismo ed il preludio per il governo piddi- forzaitalia?
  • In diversi Paesi si fanno le primarie: per scegliere i candidati alla presidenza o a un segio. Ma solo in Italia esiste un partito che fa le primarie per scegliere il proprio segretario. In pratica il piddi dice "Italiani, decidete voi quale debba essere la nostra linea politica. A noi non interessa. L'importante è che ci facciate governare". O no? 
Ricordate che Giorgio Gaber diceva "Non ho paura di Berlusconi in sè, ma di Berlusconi in me". E allora, non vi sembra un po' patetica la rissa sul colloquio di Renzi con Berlusconi?
Il problema vero non è che le discussioni sono fatte in sedi private: case, pied a terre, sedi di partito, invece che nelle sedi preposte? 
20 anni fa tutti si scandalizzavano perché Berlusconi faceva passare la politica da Palazzo Grazioli. Oggi tutti si sono dimenticati che il luogo di confronto con gli avversari politici è il Parlamento. Forse non ve ne siete accorti, ma Berlusconi ha vinto su tutti i fronti!
Un sistema elettorale senza preferenze, magari piace perché garantisce la fedeltà alle segreterie di partito; premia gli "yes-men" e seleziona i mediocri. Ma è un sistema che svuota le funzioni del parlamento.
Ora, se si vogliono suicidare, non credo che nessuno riuscirà ad impedirglielo. Il guaio è che tutti quanti pagheremo un prezzo elevato.
Ma, visto che con il "Renzino" si può andare in coalizione oppure no, essere sbarrati fuori come partito o come coalizione, avere un premio di maggioranza flessibile oppure non averlo proprio, votare in un turno solo o su un doppio turno, perché non si può stabilire che ogni partito possa decidere se avere le liste bloccate o lasciare libere le preferenze. Allora sì, che sarebbe interessante, votare, ma soprattutto leggere i risultati elettorali!
Carlo



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