giovedì 30 gennaio 2014

CLdC - Non lo dicono, ma confermano che la sorveglianza sanitaria della popolazione è inutile. Come il CLdC.


Riunione del Comitato Locale di Controllo del 29 gennaio 2014 presso il Comune di Torino.
Arrivo al  Municipio di Torino e fuori c'è un po' di polizia, poi un po' di gente ferma davanti ad un cancello chiuso ed alcuni vigili urbani. Chiedo "E' qui la riunione del Comitato Locale di Controllo?" I vigili mi guardano e "Sì, per di qua" facendomi passare. Montgomery e cartella in pelle fanno tanto intellighentia di sinistra.
Qualche protesta. "Dobbiamo entrare anche noi". Passare così, non è sportivo. "Veramente anch'io devo andare lì "solo" per ascoltare".
Un po' d'imbarazzo.Mi fermano. Poi "C'è posto ancora per 15 persone". "Che fortuna, siamo di meno" . E così per entrare, i vigili ti prelevano i documenti. Lasciamoli fare, se si divertono così. (non i vigili, per carità, facevano solo diligentemente il loro lavoro). Arriviamo in sala e altro che "ancora 15 posti liberi".
Premesso che mi vergogno un po' per essere stato scambiato per uno "degli altri" cosa è successo di interessante nel corso della riunione?
L'ordine del giorno non era di particolare interesse e non è possibile riferire correttamente cosa è stato detto fino a che non saranno resi disponibili i documenti. I medici ASL e ARPA hanno nuovamente raccontato la struttura dello studio costituito da un gruppo di residenti nelle vicinanze dell'inceneritore ed un gruppo di residenti in area più lontana, i "non esposti" residenti nella zona di Mirafiori sud.
Hanno nuovamente raccontato che lo studio ha previsto controlli ad un tempo zero "(quasi) prima dell'avvio dell'inceneritore", ad un tempo un anno (che sarà probabilmente differito di 6 mesi) ed a tre anni dall'avvio. I risultati finali saranno disponibili dopo un altro anno / anno e mezzo.
Insomma,  come ripeto da 8 mesi, i 2.200.000 euro servono primariamente ad intrattenere tutti per  4 / 4,5 anni. Avremo tempo per tornarci su, ma diverse cose in merito sono già state dette.
Molti hanno la sensazione di esser presi per i fondelli e "razionalizzano" lanciando accuse di svariata natura contro lo studio di sorveglianza sanitaria. Per cui ci si attacca al mancato controllo dei bambini, o del latte materno. O a presunte oscure macchinazioni. O alle dimensioni troppo piccole dello studio.
In realtà quello che tutti fiutano è la "scarsa significatività dello studio". Non fraintendetemi, lo studio dal punto di vista scientifico è interessante. Invece è irrilevante dal punto di vista sociale e politico. Inoltre pensare che una singola fonte di inquinamento possa da sola determinare un aumento del 20% dell'assorbimento degli inquinanti in un'area come Torino, è cosa più che ardita. Quantomeno per tecnici che si occupino di ambiente.  Ma dire che l'inceneritore del Gerbido è "meno peggio" dell'ILVA di Taranto, non significa minimamente che l'inceneritore vada bene.
Oramai è una moda, ma strumenti finalizzati ad individuare rischi, misurarli ed a promuoverne la riduzione o eliminazione, oggi sono utilizzati per misurare rischi nuovi introdotti nell'ambiente e dire che in fin dei conti si tratta di rischi piccoli. E quindi la scienza non viene più usata per promuovere un percoso di mgilioramento delle condizioni ambientali e di esposizione a rischio, ma per gestire un percorso di progressivo deterioramento.
La dottoressa Pannocchia che nello scorso Comitato Locale di Controllo zittiva i cittadini presenti dicendo  "Le puzze che voi dite di sentire, i miei strumenti non le rilevano e se anche le rilevassero, è tutto da dimostrare che provengano dall'nceneritore" è solo la faccia rozza di un approccio che usa gli strumenti scientifici come una clava.
Oggi si presentavano i dati sull'assorbimento dei metalli, tra cui alcuni inquinanti fortemente correlati al traffico veicolare. E pur in assenza di rilevantissime differenze, per alcuni inquinanti il gruppo di residenti vicino all'inceneritore, presentava livelli più alti (siamo prima dell'avvio, quindi l'inceneritore non c'entra). Vedremo con calma i dati. Ma c'erano sostanze che possono far pensare ad inquinamento industriale/ambientale ed altre cose al traffico veicolare.
Ora, scientificamente riflettere su possibili cause come l'alimentazione e le protesi è importante. Ma visto che il gruppo è composto all'80% da beinaschesi, si può anche pensare alle vicende di inquinamento di Beinasco e ai problemi da aumento del traffico dopo la chiusura del casello autostradale di Orbassano.
Il problema è che fino a quando si ipotizzano cause legate alle abitudini alimentari, alle protesi ecc. nessuno sui lamenta e tutto finisce a tarallucci e vino. Se si individuano cause legate ad industria, impianti, scelte della politica, allora succede un pandemonio.
In ultimo, per questa sera, possiamo riflettere sulle affermazoni dei "tecnici" che a fronte di valori alti di alcuni metalli , riuscivano a dire "Sì il valore è alto per questo metallo, ma in questo caso si parla di nanogrammi e non di microgrammi". Un po' come se a fronte di una mosca da un grammo, qualcuno vi dicesse  "Si è più nel normale, ma gli elefanti pesano 4 tonnellate"
E poi una tal dottoressa (?)  Molino (?) è riuscita a spingersi fino a vette inesplorate  "Se lo studio di sorveglianza sanitaria dovesse dmostrre un aumento dell'assorbimento degli inquinanti e l'inceneritore nel contempo avesse rispettato i limiti di emissioni, l'aumento di assorbimento non potrebbe essere ricondotto all'inceneritore"
In altri termini "I risultati sono buoni solo se dicono quello che va bene a noi!"
Carlo

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