martedì 17 settembre 2013

Politicamente scorretto

Continuo a pensare che la verità sia rivoluzionaria! 
E comunque, anche se non voglio fare una rivoluzione, 
la verità può far bene, mentre le  bugie, sono nocive 
In questi giorni divampano nuovamente le polemiche sulla vivisezione. 
Giacché non mi piacciono molto le graduatorie di priorità, abitualmente fatte per espellere temi scomodi dalla discussione politica (per intendersi alternative del tipo: è più importante discutere di vivisezione o di legge elettorale? o di guerra in Siria? o di lavoro? o di Italsider? o delle unioni di  fatto?...), ho provato a cercare alcuni documenti e alcuni spot su internet.
Cosa mi convince? 
la riflessione sulla sperimentazione animale è importante sotto il profilo etico. Può farci riflettere su chi siamo, sul nostro rapporto con il mondo (uomini, animali, vegetali, ambiente, ecc.). Possiamo capire da dove veniamo (e da dove vengono i beni che utilizziamo) e dove vogliamo andare.

Cosa non mi convince? 
Non mi convince che si parli di vivisezione. La campagna la chiama vivisezione, ma parla di sperimentazione animale.
Gli spot che ho ascoltato e le cose che ho letto (poche, lo confesso) sono pesantemente fuorvianti. 
L'unica cosa che dimostrano è che ognuno di noi deve preoccuparsi più che di Berlusconi, del Berlusconi che ha in sé. 20 anni di avanspettacolo hanno prodotto danni devastanti. 
Sono fatte alcune affermazioni distorcendo la verità (la talidomide  fu immessa in commercio senza alcuna sperimentazione su animali gravidi....). Discutere a posteriori su tossicità / non tossicità per le diverse specie animali  è una distorsione di ciò che è avvenuto realmente. La storia si basa sui fatti.
Si fanno affermazioni generiche "le alternative ci sono" lasciandole cadere nel vuoto.
Insomma, non è informazione, è pubblicità.
Ora occorre sapere che "l'immissione sul mercato" di una sostanza (sostanza chimica, farmaco, fitofarmaco, cosmetico) avviene sulla base di un percorso volto a garantirne la sicurezza. Le sperimentazioni animali sono una tappa. Costosa. Eticamente, per molti.  Economicamente per le imprese.
Ma è una conquista voluta per interrompere la sperimentazione sull'uomo.
Con un po' di cinismo qualcuno potrebbe ribattere che la sperimentazione sull'uomo non c'entra. La sabbiatura dei jeans in Turchia ha comportato (e comporta) la morte di migliaia di lavoratori. ma non è sperimentazione. Già conosciamo la percentuale di silicosi, di insufficienze respiratorie e di morti per classe di età, sulla base delle esposizioni. 
Da almeno 30 anni c'è chi prova a far credere che il percorso scientifico sia: esperimenti sull'animale (="vivisezione")  ==> uso sull'uomo. ma questi, barano. Il percorso è un pochino più complesso e comporta l'integrazione di molte conoscenze ed informazioni. Di molti test.....
Chi diffonde verità quali "i test sugli animali non servono. Oggi si possono fare i test sui (con ,,?) i computer o su colture cellulari", bara ed approfitta del wishful thinking che ci porta a voler credere a quello che ci piace.
Nello studio degli effetti (ed effetti indesiderati) si analizzano le informazioni su molecole e gruppi chimici analoghe (usando i pc) si effettuano test su colture batteriche e colture cellulari. Sono alcune delle tappe iniziali dello studio degli agenti chimici, dei farmaci, dei fitofarmaci e dei cosmetici.
Se poi consideriamo l'evoluzione delle terapie con cellule staminali, che stanno rivoluzionando le prospettive terapeutiche per molte malattie, con modalità che solo 10 anni fa non si riusciva neppure ad ipotizzare, ci rendiamo conto che anche qui non servono i "test con il computer". 
Se qualcuno è disposto a sottoporre un figlio a terapie "sperimentate al computer", si faccia avanti. 
La sperimentazione animale comporta tempi lunghi (anni), impegno, costi elevati. Già solo per i costi (ma i tempi non sono meno importanti) sarebbe interessante farne a meno. E chi paga, vorrebbe farne a meno.
Le conoscenze sui cancerogeni derivano (anche) da studi epidemiologici, ma si integrano con studi di altra natura, Sperimentazione animale compresa. 
Come singolo cittadino, ognuno di noi, se è contrario alla sperimentazione animale può fare poche cose che incidano direttamente sul fenomeno. Una però è facilmente praticabile. Non utilizzare cosmetici di nuova generazione. Comportano sperimentazione animale, contrariamente ai cosmetici tradizionali. 
Essere di sinistra, o anche solo essere stati di sinistra, comporta svariati oneri, tra cui quelli di interessarsi, impegnarsi per capire, ricercare la verità, smascherare chi bara. La realtà è complessa. Comprenderla e cambiarla richiede un po' di impegno!
La sperimentazione animale non mi piace. Ne vorrei di meno. Ma so che per ottenere questo risultato, devo cambiare il mondo. Quantomeno rinunciare a nuove merci. Quindi non uno sviluppo compatibile, ma un vero progresso.magari decrescendo non come oggi, ma felicemente. Io ci sto. La mia famiglia anche. Qualcun'altro??
Chi tenta di convincere che si possono avere avere le stesse cose, eliminando la sperimentazione animale bara. Sicuramente a qualcuno conviene, ma non ai comuni cittadini.
Per quanto riguarda la salute, invece, credo proprio che per lungo tempo avremo ancora la sperimentazione animale. E dato che è una questione seria, sarebbe bene non dare retta al primo pifferaio che passa.
Carlo

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