giovedì 19 settembre 2013

E si preoccupano di poter continuare a governare insieme


Ieri Berlusconi ha fatto diffondere una cassetta con un suo discorso.

Non sono un appassionato del genere, ma dato che la copertura mediatica è stata inferiore solo al recupero della Costa Concordia, inevitabilmente radio e TV mi hanno somministrato degli stralci del comunicato.
Colpisce sia l’analogia con le modalità di comunicazione usate da Bin Laden dalle grotte dell’ Afghanistan, sia l’invecchiamento del personaggio.

Tra i pochi contenuti, l’unico che mi pare valga la pena ricordare è “I nostri ministri hanno già messo a punto le nostre proposte per un vero rilancio dell’economia, proposte che saranno principalmente volte a fermare il bombardamento fiscale che sta mettendo in ginocchio le nostre famiglie e le nostre imprese"
E dato che il comunicato era riferito al futuro, ma anche al passato, Berlusconi ha dichiarato che nel governo Letta è fatto da cordate di ministri contrapposte. Quali interessi siano stati portati avanti, è sotto gli occhi di tutti.
Se questo governo cade, non credo che ci saranno problemi. Almeno per me. E credo per noi. E proprio non capisco quali possano essere le ragioni per cui il PD lo sostenga.

Dopo le elezioni ogni giorni si sentiva dire, “Se non trovano l’accordo salirà lo spread, le Borse ce la faranno pagare”. Ma poi, niente. Non succedeva nulla. Anzi, al contrario di adesso la situazione era stabile.

A voler pensare male, sembra quasi che la “legge del mercato” si sia autosospesa, dando poi il tempo al governo Letta di attrezzarsi. Poi, con governo funzionante, è scesa in campo.
Inizio a pensare che la legge del mercato sia un po' come la Befana. Ad Epifania ci porta il carbone, ma non in realtà non è la Befana - che non esiste - ma qualcun altro.
Carlo

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