giovedì 16 maggio 2013

Continua il gioco del domino dell'ILVA

Oggi La Stampa, sotto il titolo "Ciclone ILVA, finisce in carcere anche il presidente della Provincia"  ci racconta un'altra storia ordinaria di tutela ambientale. 
Carcere per il presidente della provincia e per l'(ex) assessore all'ambiente, perché per favorire la grande acciaieria, hanno minacciato due dirigenti della provincia, perché firmassero delle autorizzazioni. E anche carcere e poi arresti per l'ex direttore generale della Provincia  e per l'ex responsabile relazioni esterne dell'ILVA.
Al centro dell'inchiesta vi è una autorizzazione da rinnovare per la discarica «Cava Mater Gratiae» di rifiuti pericolosi. Dovevano firmare «permessi pur in mancanza delle condizioni di legge». Per il GIP l'uomo dell' ILVA, entrava negli uffici della Provincia come se fosse il padrone.
Pur di ottenere quel lasciapassare per la discarica, il presidente e l'assessore all'ambiente minacciano, intimidiscono due dirigenti del settore Ecologia della Provincia di Taranto, un trasferito al settore Agricoltura e l'altro "costretto a capitolare alla fine dell'estenuante braccio di ferro"
Cosa mi colpisce in questa vicenda?

  • Gli arrestati sono presidente e l'assessore all'ambientedella provincia. La politica continua ad interpretare i ruoli al contrario!
  • Il nome della discarica di rifiuti pericolosi!  «Cava Mater Gratiae»! Ma cos'è? Un invocazione? uno scongiuro? Non si trattengono dal dare nomi "poetici" o nomi "santi" ai luoghi dove fanno le peggio porcherie!
  • L'arroganza. L'uomo dell'azienda da controllare gira per gli uffici dei controllori come un padrone. Il funzionario che si oppone e viene trasferito o stroncato. Ma vi sembra una storia nuova?.  

Quindi si fanno complessissimi iter autorizzativi, si fanno i controlli approfonditi, ma se i conti non tornano, bisogna farli quadrare.
Ora qui, se la storia sarà confermata, ci troviamo di fronte ad atteggiamenti criminali. Ma badate bene, storie simili (altro Ente, altro Assessorato, altro partito) hanno fatto parte della recente cronaca piemontese.
Quello che capita abitualmente da noi fa quasi sorridere. Ma sotto sotto c'è la medesima filosofia. Chi decide siamo noi. Ci avvaliamo della scienza e della tecnica perché "fa fine e non impegna!". Ma alla fine "si deve fare come diciamo noi".
Io che sono un ingenuo, penso che leggendo questo post qualcuno si compiacerà (amici?),altri si offenderanno (i soliti  ......, che è sempre meno interessante stare ascoltare). Qualcun'altro magari si tratterrà  dall'offendersi e forse farà una piccola riflessione (compagni che sbagliano ?), e potrebbe approfittarne per cambiare strada  e non finire sulla "cattiva strada"

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