mercoledì 10 aprile 2013

Due riflessioni sugli inceneritori

Il solo fatto di discutere di inceneritori evidenzia un importante errore di prospettiva. Questo ovviamente non vuol dire che non si debba discuterne, ma se ci tuffiamo nel tema senza riflettere, possiamo non renderci conto che rischiamo di portare avanti messaggi sbagliati.
Ovviamente la colpa non è di chi si oppone ad una scelta dissennata, ma è di chi,
a fronte di un problema - i rifiuti - invece che riflettere sulle soluzioni, sposa acriticamente un approccio tecnologico che ovviamente  non risolve il problema, ma che si limita a trasformarlo. Anzi, ad aggiungerne uno più grande.
Che questa scelta corrisponda all'interesse economico di qualcuno, potrebbe anche non essere grave, se nello stesso tempo il progetto di incenerimento dei rifiuti non costituisse un danno per molti.
Rifiuti, immondizia e spazzatura
Chi vuole fare gli inceneritori, e anche chi semplicemente non vuole essere disturbato dal problema dei rifiuti, spesso liquida le critiche agli inceneritori affermando "i rifiuti sono sempre stati bruciati!". Ma questo non è vero!
I "rifiuti" sono un prodotto relativamente recente della nostra civiltà essendo nati tra le due guerre e solo dopo il secondo conflitto mondiale i rifiuti hanno iniziato a crescere esponenzialmente. Prima esisteva la "spazzatura" e l'"immondizia".
E' inutile dire cosa sia la spazzatura e l'immondizia, perché le parole descrivono bene cosa esse siano.
E così diventa anche chiaro che "rifiuti", "immondizia" e "spazzatura" non sono sinonimi! E forse  si capisce cosa siano i "rifiuti"; per non drammatizzare potremmo dirla con lo Jedi,"i rifiuti sono il lato oscuro della civiltà dei consumi".
Più seriamente, "rifiutiamo" ciò che non serve più, o meglio ciò che ci sembra più semplice sostituire con il nuovo, invece che riparare o riutilizzare. E visto che "rifiutiamo" oggetti che così diventano "rifiuti", "rifiutiamo" anche di riflettere sui "rifiuti".  

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